Colombia: la Comunità di Pace di San José de Apartadó rafforza la rete di appoggio in Italia e in Europa ed è presente ad Assisi a “Economy of Francesco”

Una testimonianza di pace, che da venticinque anni esprime la speranza di un mondo giusto, attraverso un coraggioso modello di convivenza e di economia. È quella della Comunità di Pace di San José de Apartadó, arrivata in questi giorni in Italia e, ieri, all’incontro The Economy of Francesco. L’esperienza della Comunità, che si è sviluppata nel nordovest della Colombia, nel dipartimento di Antioquia, in una delle zone storicamente più violente del Paese, sotto il dominio dei gruppi armati, è proseguita in questi anni grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi componenti, molti dei quali hanno perso la vita, ma anche grazie al sostegno e alla presenza di Operazione Colomba, e all’appoggio di organizzazioni e realtà di tutta Europa.
Prima di arrivare ad Assisi la piccola delegazione della Comunità, composta da José Roviro Lopez e la giovane Sayda Yadis Arteaga, è stata in Vaticano, ricevuta al Dicastero per lo Sviluppo umano integrale, e in diverse località italiane, tra cui Padova e Narni. A Roma, martedì scorso, si è svolta una conferenza stampa, promossa su iniziativa del nodo italiano della Commissione della Verità, in collaborazione con numerose associazioni (oltre a Operazione Colomba, Cespi, Associazione comunità Papa Giovanni XXIII, Amnesty International, Europaz, Colombia Vive, Amaca, Yaku)
“L’obiettivo – spiega Silvia De Munari, di Operazione Colomba – era portare la testimonianza del processo di resistenza, costruzione della pace e resilienza della Comunità di pace, in questo momento impegnata in tour in Europa, per rafforzare la rete di appoggio, fondamentale per la protezione della comunità, sia a livello di azioni che di territorio. La loro testimonianza è un racconto di dolore, ma anche di speranza. Quando chiedono ai componenti della Comunità come fanno a resistere, tra minacce, attacchi, violenze, la risposta che danno è che questo è l’unico cammino possibile, nonostante sia messa a rischio la vita. In ogni caso, dicono, ci sarà qualcuno a portare avanti questo cammino”. La testimonianza di José e Sayda ha colpito molti anche ad Assisi. “Ringraziamo il Comitato promotore dell’incontro di Assisi – conclude De Munari – che ha cercato questa presenza e l’ha favorita finanziando le spese di viaggio”. Anche dalla Colombia, e in particolare dal seminario promosso dall’Episcopato in questi giorni sul superamento del conflitto armato, arriva il plauso di mons. Mario de Jesús Álvarez Gómez, vescovo di Istmina-Tadó: “Sayda Yadis Arteaga, nipote di Luis Eduardo Guerra, massacrato il 19 febbraio 2005, sarà il rappresentante davanti al Papa della ricerca della pace in Colombia. Siamo felici di questo e di avere una voce così autorevole davanti al papa che rappresenta tutte le vittime della Colombia”.

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