Assunta: mons. Parisi (Lamezia Terme), “tenda che ci accompagna nel deserto” e “arca che custodisce l’amore di Dio”

(Foto: diocesi Lamezia Terme)

“Nell’assunzione di Maria noi vediamo la meta verso la quale il Signore ci conduce. Un giorno, saremo ricollocati nell’amore dell’origine, in quell’amore primordiale che ha fatto muovere Dio in modo tenero e benedicente verso di noi. La nostra speranza è Gesù Cristo e Maria è segno di consolazione e di sicura speranza”. Così mons. Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, nell’omelia della concelebrazione eucaristica presieduta il 14 agosto, in occasione della vigilia della festa in onore della Madonna di Dipodi.
“Nella carezza di Maria – ha esordito il presule – dobbiamo scoprire quella carezza che gli altri attendono e che noi come Maria dobbiamo dare per far sentire la passione, il calore e la forza dell’amore di Dio nella tenerezza di una mano che lenisce il dolore, che asciuga le lacrime e che da sostegno, consolazione, speranza a tutta l’umanità”. Mons. Parisi ha quindi fatto riferimento all’arca ed alla tenda, “due grandi simboli che rimangono costanti all’interno della tradizione biblica e della storia della salvezza e che sono significativi anche per noi che stasera stiamo vivendo l’anticipazione della solennità dell’assunzione di Maria”.
In tutte le nostre situazioni di morte – divisioni, liti, mancanza di lavoro, mancanza di pace, ingiustizie subite – Maria, “proprio perché è già in Dio e dentro l’amore di Dio, stabilita definitivamente, ci dice che il Signore non ci abbandona – ha concluso il presule -: è quella tenda che ci accompagna nel deserto, nei nostri spostamenti ed è quell’arca che custodisce la sua passione, il suo amore”.

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