Ucraina: messa per l’Immacolata Concezione tra le macerie di Kiselyvka (Mykolaiv). P. Repin, “la Madonna si prende cura di noi. Ricostruiremo la chiesa”

8 dicembre 2022, Messa tra le macerie (Foto Parrocchia di S. Giuseppe, Mykolaïv)

Messa tra le macerie (Foto Parrocchia di S. Giuseppe, Mykolaïv)

Un canto alla Madonna, un altare, la messa celebrata da due sacerdoti con pochissimi fedeli. Tutto attorno silenzio e macerie. La Chiesa totalmente rasa al suolo. Siamo nel villaggio Kiselyvka, a 60 chilometri da Mykholaiv, la parrocchia dell’Immacolata Concezione è stata completamente distrutta dai russi. Ciò nonostante, l’8 dicembre si è celebrata anche qui la festa parrocchiale. Quest’anno la chiesa compirà 170 anni. L’abate, p. Oleksandr Repin, con le suore missionarie benedettine non potevano quindi fare a meno di andare a Kiselyvka. C’era anche p. Kazimir, che dirige il decanato, ed è rimasto con i suoi parrocchiani durante l’occupazione. Kiselyvka – riporta il sito della Chiesa cattolica latina – si trova sulla strada che porta da Mykolaiv a Kherson ed è stata di importanza strategica per i militari russi. Durante le operazioni attive, i testimoni rimasti nel villaggio hanno visto passare per il villaggio centinaia di unità di equipaggiamento militare fino a che i russi hanno occupato l’intero villaggio. A marzo, i soldati russi hanno iniziato a sparare da un carro armato contro il campanile della chiesa per abbattere la croce.

Messa tra le macerie (Foto Parrocchia di S. Giuseppe, Mykolaïv)

Secondo quanto si legge nella notizia, “testimoni dicono che ci sono stati molti colpi, ma la croce è rimasta in piedi. E’ caduta solo per la quinta volta. Di notte, c’è stato un incendio nel tempio ed è andato a fuoco tutto all’interno. Poi sono iniziati bombardamenti di vari tipi, artiglieria e proiettili a grappolo e la Chiesa oggi è un cumulo di macerie. L’8 dicembre, racconta padre Oleksandr, “a Kyselivka, abbiamo notato tutti un miracolo. C’è stato un forte acquazzone durante il viaggio di andata, ed è stato lo stesso sulla via del ritorno. Poiché la chiesa è stata distrutta, abbiamo celebrato la Messa sotto una piccola tettoia. È stato incredibile, perché durante l’Eucaristia ha smesso di piovere. Per noi è stato un segno che la Santa Madre di Dio si prende cura di noi, vuole che ci siamo, che preghiamo, che ricostruiamo questa chiesa”, dice l’abate. La ricostruzione del tempio è possibile, c’è anche un progetto.

Messa tra le macerie (Foto Parrocchia di S. Giuseppe, Mykolaïv)

“Tuttavia – si legge sul sito della chiesa -, sorge la domanda se le persone torneranno qui, perché il 90% del villaggio è stato effettivamente distrutto. Le case sono state distrutte, bruciate, non è rimasta una sola traccia della vita che esisteva prima dell’invasione della Russia”. La Chiesa intitolata alla Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, risale al 1852, anno in cui fu costruita. Il tempio – si legge sempre sul sito della chiesa cattolica ucraina – è sopravvissuto durante le persecuzioni. I comunisti lo avevano trasformato prima in un magazzino di grano poi in locale per la riparazione di trattori che venivano usati in una vicina fattoria collettiva. Nel 1991, quando i cristiani hanno cominciato a prestare servizio a Mykolaiv, sono arrivati nel villaggio i primi sacerdoti. La messa è stata celebrata per la prima volta in una casa privata a Kyselivka, e dal 1992, quando la chiesa è stata restituita ai fedeli, vi sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione. Nel 2010 i padri hanno effettuato importanti riparazioni, decorato il santuario con bellissime icone e installato un organo.

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