Diocesi: Trento, messa di inaugurazione della cattedrale al termine dei restauri

“La cattedrale ritrova la luce di un tempo, alle porte del Natale. Auspico che la nostra Chiesa si lasci avvolgere da questa luce”. L’arcivescovo di Trento Lauro Tisi si fa interprete dei sentimenti di profonda gratitudine della comunità trentina nel giorno della Messa inaugurale del duomo di Trento, al termine del lungo restauro (diretta streaming sul canale YouTube della diocesi e Tv su Telepace Trento). Accanto a lui, a presiedere l’Eucarestia, torna a Trento, per la prima volta da vescovo, monsignor Ivan Maffeis, da settembre alla guida della Chiesa di Perugia-Città della Pieve. La cattedrale, nota l’arcivescovo, vede oggi “unite le valli e le città” grazie alla presenza dei “rappresentanti delle otto zone pastorali che oggi, in questa nostra chiesa-madre, dove sono custodite le reliquie di Vigilio e dei tre Martiri, portano la bellezza e la forza dei diversi territori della nostra diocesi”. In una cattedrale che “vede avvicendarsi sotto le sue volte anche donne e uomini non credenti”, monsignor Tisi esprime il sogno di “una Chiesa che si fa amica delle domande degli uomini del nostro tempo offrendo il Vangelo come compagno di viaggio”, mentre il richiamo all'”inaspettata fragilità” rilevata durante il restauro gli consente di leggervi “un’icona della nostra Chiesa e delle nostre comunità, bisognose di essere consolidate dalla Parola, dal pane dell’Eucarestia e dal servizio ai poveri”. Nell’omelia, l’arcivescovo Ivan ricorda il turbamento di Giovanni Battista che nella pagina evangelica si chiede se Gesù sia veramente il Messia. “Le sue riserve – commenta monsignor Maffeis – arrivano fino a noi: davanti alla violenza del male che insanguina la storia e calpesta la dignità umana, quel Messia appare troppo dimesso, arrendevole, insignificante”. Ma il Natale cristiano, nota monsignor Maffeis ricordando il presepe alpino del paese nativo di Pinzolo, dice che “la vera grandezza non sta nell’arrivare ad ogni costo sempre più in alto, ma nel sapersi abbassare, nel scendere le montagne dell’orgoglio, le pareti della presunzione, i terrazzini dei nostri egoismi…”. Al termine della celebrazione l’arcivescovo Lauro eleverà una preghiera di affidamento della diocesi a Maria davanti all’affresco della “Madonna in trono con Bambino”, riscoperto durante il restauro.

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