Terra Santa: p. Patton (Custode), “con il Battesimo Gesù esprime la solidarietà di Dio con l’umanità peccatrice”

Sito del Battesimo di Gesù (foto Custodia Terra Santa)

“Quando Gesù entra nelle acque del Giordano e si fa battezzare da Giovanni assieme ai peccatori esprime la solidarietà di Dio con l’umanità peccatrice, cioè con ciascuno di noi, e l’intenzione che Dio ha di salvare l’umanità intera e ciascuno di noi”. A ricordarlo è stato ieri il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, celebrando la festa del Battesimo di Gesù a Qasr Al-Yahud, luogo dove la tradizione situa il battesimo di Cristo. “Non è l’acqua a purificare il Cristo ma è il Cristo a santificare l’acqua. Questo è il senso dell’Incarnazione del Figlio di Dio: nel momento in cui il Cristo comincia a frequentare l’umanità peccatrice, l’umanità peccatrice comincia a sperimentare la benevolenza, l’amore la santità, la salvezza di Dio. Non è Dio a ‘corrompersi’ a contatto con noi, ma siamo noi a venire ‘santificati’ a contatto con Lui”. Col battesimo, ha aggiunto il Custode, “la vita diventa vocazione per una missione. Così è stato il battesimo di Gesù, così chiediamo che sia anche il nostro battesimo. Che possiamo avere la grazia di riconoscere che siamo oggetto di un amore personale da parte del Padre, che siamo battezzati nello Spirito e nel fuoco per avere in noi i sentimenti del Figlio. Che possiamo ricevere la grazia di condividere e continuare la missione di Gesù prendendo sul serio la nostra vocazione e la nostra missione”. Aprendo la celebrazione p. Patton ha ricordato che il luogo della celebrazione, il santuario di Qasr Al-Yahud dedicato al battesimo di Gesù, per 54 anni è stato “un campo di guerra, un campo minato” (Guerra dei Sei Giorni, ndr.). Dopo lo sminamento lo scorso anno è stata di nuovo celebrata una messa: “Per 54 anni non avevamo potuto celebrare qui perché questo era diventato un campo minato – sono state le parole del Custode –. Lo scorso anno eravamo un piccolo gruppo, a causa della pandemia, appena una trentina di persone. Quest’anno siamo di nuovo riuniti numerosi, come popolo di Dio come Chiesa, a celebrare il battesimo di Gesù qui nel nostro. Siamo nel 55° anno, più di un giubileo biblico! Al termine di questa celebrazione eucaristica, sul registro delle messe, potremo scrivere la data di oggi, 9 gennaio 2022, e annotare che il popolo di Dio è tornato qui a celebrare solennemente. E potremo testimoniare che la colomba dello Spirito Santo, simbolo della pace che viene da Dio, è discesa ancora su quello che per tanti anni era stato e lo ha trasformato in un campo di pace, di adorazione e di preghiera”.

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