Assalto al Congresso Usa: Amnesty, “diritti umani in pericolo per il rifiuto di Trump e l’incitamento alla violenza”

“Il rifiuto del presidente Trump di facilitare il trasferimento pacifico dei poteri pone i diritti umani, la sicurezza pubblica e lo stato di diritto in grave pericolo”. Lo afferma Bob Goodfellow, direttore generale ad interim di Amnesty international Usa. Nei suoi discorsi, messaggi audio e tweet il presidente Trump continua infatti a rifiutare il risultato elettorale e incita i suoi sostenitori. Il risultato è che ieri, 6 gennaio, migliaia di persone hanno dato l’assalto alla sede del Congresso Usa. “L’abbraccio del presidente ai gruppi suprematisti bianchi ed estremisti – prosegue Goodfellow – ha alimentato ulteriormente il caos e la violenza. Tutte le autorità statunitensi devono rispettare, proteggere e attuare i diritti umani, compreso quello di essere liberi dalla violenza, dalle intimidazioni e dal razzismo”. L’organizzazione per i diritti umani sa per esperienza che gli eventi drammatici si verificano nel mondo “quando autorità di governo diffondono false informazioni e incitano alla violenza razzista e politica per restare al potere. Il mondo, compresi i nostri dieci milioni di iscritti e sostenitori, osserva cosa sta accadendo”. “È il momento di ammettere la realtà – commenta Goodfellow -. Il presidente Trump ha ripetutamente incoraggiato i suoi sostenitori ai disordini e alla violenza. Questo è il comportamento di un istigatore, non di un leader. Tutte le autorità pubbliche degli Usa devono condannare le parole del presidente”. Amnesty international Usa sta monitorando la situazione ed è profondamente preoccupata per quanto sta accadendo. L’organizzazione chiede al presidente “di raffreddare e non surriscaldare il clima di paura, di incertezza e di disordini e di assicurare che lui e il suo staff diffonderanno solo informazioni credibili e affidabili, contrasteranno quelle false e fuorvianti e impediranno e condanneranno attacchi e intimidazioni”.
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