Si è svolto ieri sera, nel Salone degli Stemmi del Palazzo vescovile di Melfi, il primo dei due incontri promossi dalla diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa insieme all’associazione “Amici di mons. Vincenzo Cozzi”, dedicati all’approfondimento dell’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV. L’iniziativa, inserita nel quadro delle attività pastorali e culturali della Chiesa locale, ha rappresentato “un momento di riflessione sui temi della dignità della persona, dei limiti umani e delle sfide etiche poste dall’intelligenza artificiale”. Ad aprire l’incontro sono stati il presidente Giuseppe Grieco e il tesoriere Mario Sonnessa, mentre il vescovo Ciro Fanelli ha offerto una lectio magistralis dal titolo “Tra Babele e il cantiere di Neemia: civiltà, tecnologia e futuro dell’umano”. Nel suo intervento, il vescovo ha sviluppato otto snodi fondamentali, tra cui l’intelligenza artificiale come “ambiente” più che come semplice strumento, la necessità di riconoscere la centralità della persona oltre ogni riduzione algoritmica e il valore del limite come dimensione generativa. Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra intelligenza e sapienza, al tema della responsabilità nell’uso della tecnologia e alla costruzione di una “civiltà dell’amore”, nella tensione tra modelli diversi di organizzazione del mondo, evocati attraverso le figure bibliche di Babele e Neemia. L’incontro si è concluso con un momento di dialogo, durante il quale mons. Fanelli ha risposto alle domande dei partecipanti, favorendo un confronto sulle implicazioni pastorali e sociali del documento pontificio. Il percorso proseguirà lunedì 29 giugno a Venosa, nel Salone Sacro Cuore, con il secondo appuntamento, confermando l’impegno della diocesi nel promuovere una riflessione condivisa sui grandi temi del presente alla luce del magistero di Papa Leone XIV.