“Relazioni che generano cambiamento”: con questo slogan la Fondazione Nervo Pasini e Cucine economiche popolari (Cep) di Padova presentano il Bilancio sociale 2025, fotografando una realtà di carità e di rilievo sociale per l’intera città, dove professionalità e volontariato permettono di offrire alle persone in grave marginalità servizi di prima necessità – mensa, sanitario, lavanderia, docce, ascolto. È un documento denso di dati e buone pratiche: “Le Cep – sottolinea il presidente della Fondazione, don Luca Facco – non sono solo un servizio: sono un luogo in cui la carità prende forma concreta, giorno dopo giorno. Queste pagine vogliono restituire tutto questo: accoglienza e lavoro, volontariato e organizzazione, fragilità e speranza”. Il Bilancio si articola in nove capitoli che, partendo da identità, mission, vision e valori fondanti, raccontano struttura, servizi di accoglienza, sostegno e inclusione; comunicazione e raccolta fondi; situazione economico-finanziaria; impatto ambientale e sociale; e si conclude con uno sguardo al futuro, pensando alle Nuove Cucine economiche popolari – di cui è stato concluso il primo stralcio – e alla stazione di posta nell’ex canonica del Tempio antoniano della Pace. Il 2025 è stato anche anno giubilare, con le “Cucine” come luogo giubilare della cura, della carità, della giustizia e della pace, meta di oltre 800 “pellegrini di speranza” in 30 gruppi. È stato inoltre l’anno dell’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione di mons. Giovanni Nervo (13 dicembre 2025), a cui è titolata la Fondazione. I numeri mostrano un incremento dell’utenza: +2,4% rispetto al 2024, per un totale di 3.624 utenti di 93 nazionalità, con il 26% di nuove presenze (1.273). Gli italiani sono 387 (10,7%); le presenze più numerose provengono da Marocco (615) e Nigeria (403), seguite da Romania (381) e Tunisia (256). L’età media è 44,6 anni per gli uomini (79,2%) e 51,1 per le donne (20,8%). Il 72% è disoccupato (+1,5%); il 59,6% è senza dimora (+3,5%). Il 53,2% utilizza i servizi in modo episodico, il 27,3% intermittente, il 19,5% continuativo. Nonostante l’aumento delle persone, nel 2025 si registra un lieve calo di alcuni servizi (lavatrici, docce, guardaroba) e un incremento delle prestazioni sanitarie e delle coperte distribuite. Le attività educative contano 58 studenti nei percorsi Scuola–lavoro, 30 laboratori per le primarie, 10 tirocini universitari e attività di sensibilizzazione. I gruppi coinvolti nella conoscenza delle Cep sono 66 (“Vieni e vedi”), 24 nei percorsi di catechesi, 38 nei pranzi o cene sospese; 86 persone hanno vissuto il Volontariato formativo d’impresa. Il bilancio dedica un focus alla rete di collaborazioni per l’inclusione sociale e alla relazione con la Chiesa di Padova, fatta di “presenza di gruppi parrocchiali, preti, volontari, gruppi giovanili e associazioni ecclesiali”, delle 26 parrocchie che organizzano pranzi domenicali (circa 8mila pasti l’anno) e del contributo della Diocesi di 240mila euro dall’8xmille. Documentato anche il recupero e dono alimentare (circa 42 tonnellate, valore stimato 169mila euro) e l’impatto ambientale evitato, pari a 79,4 tonnellate di CO2 risparmiate.