Sant’Antonio da Padova: card. Zuppi (Bologna), “la forza del Santo era la parola e l’esempio della sua vita”

“Chiunque deve essere operatore di pace: non sono i mezzi di cui disponiamo che ci fanno essere operatori di pace perché questa è la logica del riarmo, ma è l’essere disarmati, che ci permette di chiedere il disarmo, di parlare ammonendo i reggitori della Terra”. Ad affermarlo ieri pomeriggio, durante la tredicina di Sant’Atonio da Padova, il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Il tema della Tredicina di quest’anno è legato all’ottavo centenario dalla morte di San Francesco. Continua Zuppi: “San Francesco non faceva sconti: rivolgeva le sue istanze ai reggitori e li metteva di fronte al giudizio di Dio. Ciò vale anche per tutti quanti noi: per farlo dobbiamo essere disarmati. Anche Sant’Antonio era disarmato in questo. L’unica sua forza era la parola e soprattutto l’esempio della sua vita. La parola era incredibile per la vita che conduceva, per l’atteggiamento che aveva come San Francesco – conclude l’arcivescovo -. La parola è anche legata tantissimo al nostro corpo e la fisicità di San Francesco e di Sant’Antonio era quella di una vita tutta spesa per gli altri e vissuta nell’amore e nella comunione con il Signore e quindi in comunione con il Prossimo”.

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