“In Kosovo si sta ripetendo lo scenario dopo le elezioni precedenti del dicembre 2025 con la differenza che ora il partito di Albin Kurti ha 13 parlamentari in meno per raggiungere la maggioranza necessaria per poter formare un governo”. È il commento a caldo rilasciato al Sir dall’analista dei Balcani Nikolay Krastev all’indomani delle ennesime elezioni politiche svoltesi ieri nel Paese balcanico. “A dicembre – spiega – il leader del movimento Vetevendosje non ha voluto fare nessun compromesso con l’opposizione per arrivare a un accordo e formare l’esecutivo e questa volta probabilmente succederà lo stesso, con la differenza che tantissime persone non sono andate a votare”. A suo avviso, “la gente è stanca dall’impasse politica e vuole una vita migliore mentre i politici non sono pronti a tendere la mano”. Krastev ritiene che nelle trattative sarà molto importante anche “concordarsi per l’elezione della figura del Presidente della Repubblica che viene eletto dal parlamento con una maggioranza di due terzi”. “Proprio per questa ragione, Kurti ha indotto il Paese alle nuove elezioni: voleva a tutti i costi che il presidente fosse una sua nomina”. Secondo Krastev “le forze dell’opposizione, cioè il Partito democratico e la Lega democratica, insieme al partito della minoranza serba potrebbero cercare di formare un governo di minoranza”. “Fa impressione – conclude – che nessuno parli più del dialogo tra Pristina e Belgrado, talmente complicata è la situazione politica in ambedue i Paesi che non si trova spazio per pensare alle relazioni esterne”.