Il vincitore nelle elezioni parlamentari anticipate svoltesi in Kosovo questa domenica è conosciuto: si tratta del partito Vetevendosje (Autodeterminazione) dello storico leader Albin Kurti. Secondo i risultati ufficiali, il movimento ha ottenuto il 43% dei voti al 99,4% dello scrutinio. L’affluenza, però, è stata molto bassa, appena il 37%, visto che si tratta delle terze elezioni nel Paese balcanico negli ultimi 18 mesi. L’instabilità politica rimane perché Kurti, di nuovo, non avrà la maggioranza né per formare un nuovo governo né per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica per cui servono due terzi del consenso dei parlamentari. Sembra che lo scenario dopo il voto di dicembre 2025 stia per ripetersi. A larga distanza seguono i partiti dell’opposizione: il Partito democratico con il 21%, mentre la Lega democratica ha ottenuto il 18%. Negli ultimi mesi il Paese, uno dei più giovani ma anche dei più poveri in Europa, è stato in una paralisi istituzionale, senza un presidente della Repubblica dopo la scadenza del mandato di Vjosa Osmani, e senza un presidente del Parlamento perché, in seguito alle profonde divisioni e alla mancanza di maggioranza, i parlamentari non sono riusciti a mettersi d’accordo. Per gran parte dell’anno scorso Pristina non ha avuto un governo stabile e funzionale. Indipendente dal 2008, il Kosovo ha bisogno, secondo le istituzioni dell’Ue, di riforme serie portate avanti da un esecutivo stabile che ponga fine all’impasse politica.