Papa in Spagna: al Parlamento, “Spagna continui ad essere terra di incontro, di cultura, di solidarietà e di speranza”

“Una legge non raggiunge la sua vera grandezza per il semplice fatto di essere stata formalmente approvata; la raggiunge quando, oltre ad essere valida nella forma, può presentarsi davanti alla dignità della persona e superare tale esame senza vergognarsi”. Lo ha detto il Papa, che nella parte finale del suo discorso al Parlamento spagnolo ha esortato i presenti ad “alzare lo sguardo”, come recita il motto del viaggio apostolico in Spagna: “non per allontanarsi dalla realtà, ma per ricordare che ogni decisione delle autorità pubbliche riguarda persone in carne e ossa, specialmente coloro che hanno meno forza per farsi sentire. Poiché l’altezza di vedute consiste proprio nel guardare con maggiore profondità a ciò che è in gioco in ogni decisione pubblica. Per questo, accanto alle risposte tecniche e alle riforme legislative, è necessario anche un rinnovamento morale”. “La Spagna può offrire molto in questo percorso”, l’omaggio di Leone XIV: “Ha una lingua che unisce i continenti; una tradizione culturale, giuridica e spirituale che ha saputo mettere in dialogo fede e ragione, diritto e coscienza, unità e pluralità. Questa esperienza storica ricorda anche il valore della concordia e dello sforzo paziente per costruire una convivenza pacifica e giusta. Possa questa nobile nazione non perdere mai la memoria delle proprie radici né il coraggio di guardare al futuro. Che la Spagna continui ad essere terra di incontro, di cultura, di solidarietà e di speranza. E che la sua vita pubblica sappia sempre unire la fermezza delle convinzioni alla nobiltà del dialogo e alla grandezza del servizio. Dio conceda pace a tutte le nazioni della terra, concordia alle famiglie e serenità alle coscienze”.

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