“Questo mare è pieno di dignità annegate, non per caso ma per scelta. È un urlo che sale da tutti questi fratelli e tutte queste sorelle che cercano una vita più sicura, che miseramente naufraga in queste acque. E per tanti questo molo diventa una speranza nuova; in mezzo a mille difficoltà, ma diventa una speranza nuovo”. Lo ha detto sabato sera, l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, sul molo di Porto Empedocle nella veglia diocesana “In attesa di Papa Leone XIV”. Lo riferisce in un post sui social l’Ufficio Migrantes della diocesi sottolineando che è “lo stesso porto che conosce le facce di chi arriva stremato e quelle di chi non arriva più. L’Eucaristia portata in processione fino alle banchine non era un gesto simbolico vuoto. Era un atto preciso: portare Cristo – spiega la nota – là dove la dignità umana viene calpestata, e dove, nonostante tutto, continua a riaffiorare. Il 4 luglio Leone XIV sarà a Lampedusa. Noi ci arriviamo con queste parole nel cuore”.