Corpus Domini: mons. Cannistrà (Pisa), “nutrendoci dell’Eucaristia mangiamo e beviamo vita di Dio che si comunica a noi”

(Foto Gabriele Ranieri per Ucs Pisa)

Andrej Rublev, intorno al 1422, realizzò “l’icona della Trinità”, una delle opere più celebri dell’arte russa, oggi conservata nella galleria statale di Tret’Jakov a Mosca. Un’opera citata dall’arcivescovo di Pisa, mons. Saverio Cannistrà , che ieri pomeriggio ha presieduto nella cattedrale di Santa Maria Assunta la concelebrazione eucaristica in occasione della solennità del Corpus Domini. Poco meno di 800 i fedeli presenti nel duomo di Pisa. La messa, concelebrata dall’arcivescovo emerito Giovanni Paolo Benotto, dal vicario episcopale Gino Biagini e da un’altra ventina di presbiteri, è stata animata dalla cappella musicale della cattedrale.
L’ icona di Rublev “raffigura tre convitati intorno alla stessa mensa – ha commentato mons. Cannistrà –, sublime unione del mistero trinitario e del mistero eucaristico”. “Nell’Eucaristia – ha spiegato l’arcivescovo di Pisa – il mistero di comunione della Trinità, che abbiamo celebrato domenica scorsa, si apre per accogliere noi e lo fa nel modo più semplice e quotidiano, ma anche più necessario per la vita: il gesto di mangiare e bere. Nutrendoci dell’Eucaristia noi non mangiamo pane e beviamo vino, noi mangiamo e beviamo vita di Dio che si comunica a noi. La vita trinitaria di Dio si spezza letteralmente nella separazione avvenuta sulla croce tra il Padre e il Figlio e ci viene offerta perché in questa apertura possiamo entrare anche noi nella loro comunione di vita, nel loro abbraccio trinitario. Tutte le volte che noi spezziamo il pane e versiamo il vino eucaristico, noi facciamo memoria della morte del Figlio e annunciamo la sua risurrezione, cioè la salvezza, il cambiamento del destino dell’uomo, non più prigioniero della morte, ma preso da Cristo nella sua vita risorta”.
Durante la celebrazione l’arcivescovo ha conferito a 21 persone – suore o fedeli laici – il mandato di ministri straordinari della comunione.
Alla fine della messa mons. Cannistrà, sacerdoti concelebranti, diaconi, seminaristi, unitalsiani, cavalieri di Malta e del Santo Sepolcro, volontari dell’arciconfraternita di Misericordia di Pisa e popolo tutto si sono trasferiti in processione alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, da cui è stata impartita la benedizione solenne.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi