La Commissione nazionale di Pastorale per l’Ecologia e l’Ambiente della Conferenza episcopale dominicana (Ced) manifesta “il proprio sostegno alle comunità e alle persone di buona volontà che, avvalendosi del diritto loro spettante, promuovono senza violenza la salvaguardia delle catene montuose Centrale e Settentrionale”, rispetto a progetti di estrazione mineraria. “Ci uniamo alla richiesta che questi territori siano protetti dalle attività minerarie, poiché queste possono compromettere l’integrità ecologica di queste zone e alterarne il ruolo nel ciclo idrologico del Paese – aggiungono i vescovi -. In tal senso, esortiamo le nostre autorità ad ascoltare il grido delle comunità”, considerando che “le montagne non solo costituiscono un patrimonio naturale inestimabile, ma sono anche un elemento essenziale per l’equilibrio ambientale e la sopravvivenza del Paese”. “La nostra principale preoccupazione di fronte a possibili operazioni minerarie nelle catene montuose Centrale e Settentrionale è il loro impatto sull’acqua, poiché si tratta di una risorsa vitale per la vita umana, l’agricoltura e gli ecosistemi. Le catene montuose funzionano come grandi serbatoi idrici: captano, immagazzinano e distribuiscono l’acqua. Quest’acqua alimenta i principali fiumi, falde acquifere e sistemi di irrigazione in gran parte del territorio nazionale. Qualsiasi alterazione significativa di questi sistemi può influire sulla quantità, sulla qualità e sulla disponibilità dell’acqua. Di conseguenza, ciò avrebbe un impatto sulle generazioni attuali e future. La preoccupazione si estende a tutte le falde acquifere o ai sistemi idrici nazionali che necessitano di essere protetti da azioni che ne mettano a rischio la durata”.