“Un traguardo prestigioso. E un direttore straordinario, all’altezza del traguardo. Scarp de’ tenis, il giornale di strada edito da cooperativa Oltre e promosso e sostenuto da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana, pubblicherà a maggio il suo numero 300”. Per l’occasione, spiegano dalla redazione della rivista, la direzione è stata affidata al giornalista, scrittore e autore televisivo Michele Serra, che a gennaio aveva conversato con l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, sul tema “Disarmare le parole nell’era dei social” e ora ha accettato di mettere la firma sul numero che celebra il trentennale del periodico. Scarp de’ Tenis cominciò a essere prodotto e diffuso nel marzo 1996. L’edizione del trentennale verrà presentata martedì 28 aprile nella sede Caritas Ambrosiana a Milano. Per l’occasione Michele Serra dialogherà con i responsabili di Caritas, Oltre, della diocesi e con altri giornalisti “sul posto che la strada – metafora di povertà, esclusione sociale, ingiustizie, solitudini – riesce (o non riesce) a ricavarsi nelle agende dell’informazione e della comunicazione contemporanee”.
“Il numero 300 di Scarp ha una struttura particolare, con tre sezioni dedicate ai macrotemi Casa, Diritti e Pace, e il contributo di autorevoli scrittori, giornalisti e illustratori”. “Insieme a Michele Serra – afferma Stefano Lampertico, direttore ‘ordinario’ del giornale di strada Caritas – abbiamo voluto costruire un percorso che rievocasse e insieme aggiornasse le sfide che Scarp ha affrontato in 30 anni di lavoro giornalistico ‘dal basso’, al fianco delle persone senza dimora e a rischio di esclusione sociale”.
Non era facile immaginare, nel 1996, che Scarp avrebbe camminato tanto a lungo. “Ce l’abbiamo fatta – sostiene Luciano Gualzetti, presidente di Cooperativa Oltre ed editore della rivista – grazie all’interesse dimostratoci da tanti lettori, al supporto di tante realtà Caritas e del terzo settore, al contributo di idee di tanti amici professionisti dell’informazione e della comunicazione. E soprattutto grazie al lavoro, alla tenacia e al coraggio di centinaia di venditori, che hanno provato, e tuttora provano, a riconquistare la dignità di un’autentica cittadinanza, rovesciando le sorti di una vita che li aveva trascinati ai margini”.