“Un gemellaggio tra la diocesi di Cassano all’Jonio e quella di Bentiu, nel Sud Sudan”. È la proposta avanzata da mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano All’Jonio, nel corso della cerimonia del Premio “Giorgio La Pira”, organizzato dall’omonimo centro presieduto da Francesco Garofalo e conferito a mons. Christian Carlassare, missionario comboniano e dal 2021 chiamato all’episcopato da Papa Francesco. “Il Vangelo – ha detto mons. Carlasare – oggi ci chiede di tornare a camminare. Non necessariamente con i piedi, ma con il cuore. Uscire dalle nostre comodità, accorciare le distanze, scegliere la relazione invece della facilità. Perché il Vangelo non ha bisogno di strade asfaltate per arrivare lontano. Ha bisogno di testimoni disposti a consumare la propria vita, passo dopo passo. Là dove non ci sono strade – ha evidenziato – dove per raggiungere una comunità bisogna camminare per ore, forse giorni, si comprende una verità dimenticata: il Vangelo non si ‘porta’, si vive. Non si trasmette con strutture, ma con la presenza”. Per il presule il Vangelo “non cresce grazie ai mezzi, ma grazie alla fedeltà. Una diocesi immensa, grande come due volte la Calabria, senza collegamenti, senza comodità. Eppure proprio lì il Vangelo respira. Perché ogni passo diventa annuncio, ogni fatica diventa preghiera, ogni incontro diventa incarnazione della Parola. Beati i piedi di coloro che portano il lieto annuncio, non è più solo una frase, ma carne, polvere, sudore. È il Pastore che conosce il suo popolo non per statistiche, ma per volti, nomi, storie attraversate a piedi. In quella terra ferita, dove tutto sembra mancare, si rivela ciò che davvero conta: una Chiesa povera, libera, essenziale”. Una Chiesa – ha concluso – che “non si appoggia sulle sicurezze, ma sulla fiducia radicale in Dio”. “Una Chiesa che non trattiene, ma dona. Perché il Vangelo non ha bisogno di strade asfaltate per arrivare lontano. Ha bisogno di testimoni disposti a consumare la propria vita, passo dopo passo”.