San Gerardo Maiella: Muro Lucano, aperto il terzo centenario dalla nascita. Card. Feroci, “la fede nasce dall’incontro con Cristo vivo”

(Foto don Alfonso D'Alessio)

Con una solenne celebrazione eucaristica, a Muro Lucano, si è aperto il terzo centenario dalla nascita di san Gerardo Maiella, patrono della Basilicata. A presiedere il rito è stato il card. Enrico Feroci, che ha invitato i fedeli a riscoprire nei santi non figure lontane, ma segni concreti dell’evento cristiano. “La fede – ha ricordato – non nasce da una dottrina, ma dall’incontro con Cristo vivo”. In questa prospettiva, la testimonianza di Gerardo, vissuto per gran parte della sua breve esistenza a Muro Lucano, continua a parlare alla Chiesa e al mondo come prova tangibile della presenza di Dio nella storia.
Richiamando la tradizione ecclesiale e la Scrittura, il cardinale ha sottolineato che i santi rendono visibile ciò che altrimenti resterebbe astratto: “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”. Così anche i santi, lungi dall’essere modelli ideali da ammirare, sono vite in cui la grazia si rende verificabile. San Gerardo, definito da sant’Alfonso Maria de’ Liguori “miracolo ambulante”, appare come uomo umile, totalmente donato a Dio, capace di testimoniare che la santità è possibile per tutti.
Nel suo saluto, mons. Davide Carbonaro, arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e presidente della Conferenza episcopale di Basilicata, ha evidenziato il valore ecclesiale dell’Anno Gerardino, presentandolo come un cammino di rinnovamento spirituale per le Chiese lucane. Il ricordo del Battesimo del santo, avvenuto tre secoli fa proprio a Muro Lucano, diventa invito a riscoprire la vocazione universale alla santità, come insegna il Concilio Vaticano II. “Gerardo – ha detto – parlò al cuore, manifestando la vicinanza di Dio e scegliendo il silenzio amante, capace di disarmare ogni conflitto”.
In un tempo segnato da reazioni immediate e contrapposizioni, la figura del giovane redentorista indica una via diversa: quella della mitezza, della verità e della carità operosa. Particolare attenzione è stata rivolta ai giovani, perché possano riscoprire la gioia di una vita donata senza riserve.
L’apertura del centenario si configura così non come semplice memoria, ma come appello: rimettere al centro Cristo e lasciarsi guidare dalla testimonianza dei santi, perché la fede torni ad essere esperienza viva e generativa nella storia presente.

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