Spettacolo viaggiante: il progetto “Scuola itinerante” entra nell’European Network for Traveller Education

Il progetto “Scuola itinerante” di accompagnamento scolastico per i figli dello spettacolo viaggiante entra ufficialmente a far parte dell’European Network for Traveller Education, il network europeo impegnato per garantire continuità didattica e pari opportunità educative oltre le barriere geografiche e organizzative dettate dai mestieri itineranti. Ne da notizia la cooperativa Sophia spiegando che il progetto nasce per affrontare in modo “sistemico con una progettualità unica nazionale” il tema dell’accesso all’istruzione per gli studenti appartenenti al mondo dello spettacolo viaggiante, circo e luna park. Si tratta di bambini e ragazzi che, per la natura stessa del lavoro delle loro famiglie, possono arrivare a cambiare città – e quindi scuola – anche due volte al mese. Una condizione che riguarda una categoria di studenti difficile da intercettare e che, perciò rischia di rimanere trascurata. A oggi – si legge nella nota – “manca ancora un quadro normativo nazionale capace di rispondere in modo strutturale a questa esigenza”. In questo contesto, la sperimentazione proposta dal progetto si fonda su “un modello innovativo”: didattica a distanza e tutoraggio online, strumenti pensati non come soluzioni emergenziali, ma come mezzi strategici per una nuova modalità educativa più inclusiva. Gli studenti restano regolarmente iscritti a un istituto scolastico, ma seguono i programmi indipendentemente dai loro spostamenti grazie ad un team di tutor dedicati che fa da ponte tra gli studenti e la classe di riferimento. È affidato al centro di ricerca dell’Università di Pisa VoisLab la valutazione dell’impatto – e della riuscita – del modello. I numeri raccontano un’esperienza significativa: oltre 200 studenti coinvolti tra didattica a distanza e tutoraggio. Tra i principali punti di forza emergono una struttura didattica flessibile, capace di adattarsi a contesti diversi, e il ruolo centrale dei tutor, veri punti di riferimento per gli studenti. Fondamentale è anche l’uso consapevole e stabile della tecnologia, integrata nella didattica quotidiana, e la costruzione di relazioni di fiducia tra famiglie e istituzioni scolastiche. “Non mancano però le criticità. Oltre all’assenza di una cornice normativa nazionale – si legge nella nota – persistono fragilità nelle infrastrutture digitali in alcune aree del Paese e difficoltà legate alla sostenibilità economica nel lungo periodo”. In alcune realtà, soprattutto nel Sud si registra una “minore adesione da parte delle famiglie. A questo si aggiungono resistenze culturali da parte di alcune scuole, non ancora pronte ad accogliere pienamente modelli educativi innovativi”. In questo scenario l’ingresso in “Ente” assume un “valore strategico”. Il network europeo riunisce scuole, organizzazioni e istituzioni impegnate a garantire pari opportunità educative ai figli di lavoratori itineranti. Le sue attività spaziano dalla consulenza per famiglie e docenti, alla collaborazione con iniziative nazionali, fino alla partecipazione a progetti europei e alla promozione di politiche educative inclusive. Il progetto Scuola Itinerante è realizzato dalla Cooperativa Casa di Betania servizi e Sophia Impresa sociale e cofinanziato dalla Fondazione Migrantes della Cei.

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