Leone XIV: Mattarella, “riconoscenti per i suoi richiami al pericolo dell’autoesaltazione”

(Foto Ufficio Stampa per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“Poc’anzi ho letto i lanci delle agenzie sul messaggio che Leone XIV, questa mattina, ha inviato alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali della Santa Sede. Un messaggio che è splendido, sul potere, che ancora una volta rende evidente il debito di riconoscenza che nei confronti del Papa deve nutrire e avvertire il mondo per i suoi richiami, in questo periodo così difficile e travagliato. Nel suo messaggio il Papa, vi permetto di consigliarvi di leggerlo, è un bel messaggio sul potere, in questo messaggio mette in guardia dal pericolo dell’autoesaltazione”. Lo ha affermato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo nel pomeriggio al Quirinale una delegazione di studenti di scuole di giornalismo.
Rivolgendosi ai presenti, il Capo dello Stato ha fatto riferimento all’“informazione libera e indipendente, premessa di democrazia” e ha richiamato gli elementi di “libertà e responsabilità”. Indispensabile è “l’autonomia di pensiero nella elaborazione delle notizie cui si lavora” e “il rispetto delle indicazioni puntuali che derivano dalla deontologia”. Mattarella, dopo averne ricordato la figura, ha sottolineato che “c’è una attualità straordinaria nei principi ispiratori della preziosa legge voluta da Gonella, i doveri verso la verità. Anzitutto – ha spiegato – il dovere di verificare e conoscere i fatti che i giornalisti narrano. Se viene impedita la presenza o limitata l’operatività dei giornalisti nei luoghi in cui i fatti avvengono – si pensi ai teatri di guerra e quindi anche ai giornalisti caduti nell’adempimento della loro missione – in quei casi prevale una narrazione artefatta, piegata agli interessi dei contendenti”. “Quanti contenuti, realizzati con escamotage cognitivi, vengono diffusi nelle piattaforme che alimentano le agora digitali, con il trionfo delle pseudo-verità?”, ha rilevato il presidente, per il quale “i giornalisti non sono in campo per rendere verosimili le narrazioni. Sono invece testimoni di verità, antidoti ai tentativi di manipolazione delle pubbliche opinioni”. E, rispetto all’“immensa responsabilità” ha notato come “nel dibattito si confondono talvolta fra di loro libertà di espressione del pensiero in capo a ogni cittadino e libertà di informazione. Entrambe fanno riferimento all’articolo 21 della Costituzione. Ma vi è differenza tra chi esprime un’opinione, diritto da garantire appieno sia ben chiaro, e chi invece è chiamato a raccogliere e raccontare fatti alla pubblica opinione”. “Da tutto questo deriva l’esigenza di una scrupolosa formazione professionale”, il monito di Mattarella: “Sappiamo quanto la domanda di verità rischi oggi di inciampare in risposte fuorvianti in un mondo governato da tecnologie che, confondendo comunicazione e informazione, assottigliano sempre più i confini tra vero, verosimile e falso. Demarcare quei confini è compito affidato al giornalista. Testimone diretto, mediatore tra i fatti e la loro rappresentazione, è in forza di questo protagonista nella vita della società e dello stesso processo democratico”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo