Il Consiglio dei laici cattolici d’Austria (KlrÖ) ha ribadito il diritto dei genitori di impartire un’educazione religiosa ai propri figli e di garantire l’insegnamento religioso confessionale nelle scuole, respingendo al contempo la contestazione del Consiglio d’Europa a tale diritto. Il presidente del KlrÖ, Wolfgang Mazal, lo ha sottolineato all’agenzia cattolica Kathpress. La sua dichiarazione è stata motivata da un documento presentato all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa per la votazione del 21 aprile, che il Consiglio dei laici ha criticato. Il documento proposto afferma, tra l’altro, che l’educazione religiosa dovrebbe essere “oggettiva e non confessionale” e “non favorire una religione rispetto a un’altra”. Secondo il giurista, docente all’Università di Vienna, la bozza contraddice la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (Cedu), adottata dallo stesso Consiglio d’Europa. Il rifiuto dell’istruzione religiosa confessionale contraddice la Cedu, “perché nell’ambito della libertà di religione (articolo 9 Cedu) e della libertà di espressione (articolo 10 Cedu), l’istruzione è esplicitamente garantita come parte dei diritti fondamentali”. È inoltre “incomprensibile” intendere l’oggettività come l’opposto del confessionalismo, poiché i contenuti religiosi possono essere trasmessi in modo oggettivo anche se l’istruzione è di stampo confessionale. Mazal ha affermato che è generalmente positivo che il Consiglio d’Europa si stia occupando di “combattere la discriminazione basata sulla religione e proteggere la libertà di religione o di credo in Europa”, che è il titolo del documento: tuttavia sottolinea che la risoluzione proposta è “viziata” per diversi motivi. Il KlrÖ invita l’Assemblea del Consiglio d’Europa a rivedere radicalmente il testo.