“Il primo compito dei pastori, ministri del Vangelo, è dare testimonianza di Dio al mondo con un cuor solo e un’anima sola, senza che le preoccupazioni ci corrompano con la paura né le mode ci indeboliscano con il compromesso”. È il mandato del Papa, al termine dell’omelia della messa nella basilica di sant’Agostino ad Annaba, l’antica Ippona, momento di congedo pubblico dall’Algeria, prima tappa del terzo viaggio apostolico internazionale in Africa. “Insieme a voi, fratelli nell’episcopato, e a voi, presbiteri, rinnoviamo costantemente questa missione per il bene di quanti ci sono affidati, affinché la Chiesa intera sia, nel suo servizio, messaggio di vita nuova per coloro che incontriamo”, l’esortazione di Leone XIV: “In questa terra, carissimi cristiani di Algeria, rimanete come segno umile e fedele dell’amore di Cristo. Testimoniate il Vangelo con gesti semplici, relazioni vere e un dialogo vissuto giorno per giorno: così date sapore e luce là dove vivete”. “La vostra presenza nel Paese fa pensare all’incenso”, l’immagine usata dal Papa: “un granello incandescente, che spande profumo perché dà gloria al Signore e letizia e conforto a tanti fratelli e sorelle. Quest’incenso è un piccolo, prezioso elemento, che non sta al centro dell’attenzione, ma invita a rivolgere i nostri cuori a Dio, incoraggiandoci l’un l’altro a perseverare nelle difficoltà del tempo presente”, attraverso la misericordia, l’elemosina e il perdono. “La vostra storia è fatta di accoglienza generosa e di tenacia nella prova”, ha concluso il Santo Padre: “qui hanno pregato i martiri, qui sant’Agostino ha amato il suo gregge cercando la verità con passione e servendo Cristo con fede ardente. Siate eredi di questa tradizione, testimoniando nella carità fraterna la libertà di chi nasce dall’alto come speranza di salvezza per il mondo”.