“Soprattutto davanti all’indigenza e all’oppressione, i cristiani hanno come codice fondamentale la carità: facciamo a chi ci sta accanto quel che vorremmo venisse fatto a noi”. Lo ha ricordato il Papa, nell’omelia della messa nella basilica di sant’Agostino ad Annaba, l’antica Ippona. “Animata da questa legge, che Dio scrive nei cuori, la Chiesa è sempre nascente, perché dove c’è disperazione accende speranza, dove c’è miseria porta dignità, dove c’è conflitto porta riconciliazione”, ha osservato Leone XIV citando la vita delle prime comunità cristiane, dove tutto era in comune. “Nessuno viene privato di qualcosa, perché ognuno condivide quel che è proprio”, ha commentato il Pontefice: “Trasformando il possesso in dono, questa dedizione fraterna non rappresenta un’utopia se non per cuori rivali tra loro e animi avidi per sé. Al contrario, la fede nell’unico Dio, Signore del cielo e della terra, unisce gli uomini secondo una giustizia perfetta, che invita tutti alla carità, cioè ad amare ogni creatura con l’amore che Dio ci dona in Cristo”.