Papa in Algeria: messa ad Annaba, “rinascere dall’alto per rinnovare l’umanità”

Dall’appello di Gesù a Nicodemo – “dovete rinascere dall’alto” – “scaturisce la missione per la Chiesa tutta, e quindi per la comunità cristiana d’Algeria: nascere nuovamente dall’alto, cioè da Dio”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa nella basilica di sant’Agostino, momento pubblico finale e culmine del viaggio apostolico in Algeria, visitata per la prima volta da un Pontefice. “Lungo i secoli, i luoghi che ci ospitano hanno cambiato nome, ma i santi sono rimasti come nostri patroni e testimoni fedeli di un legame con la terra, che viene dal cielo”, il riferimento al Padre della Chiesa di cui Leone XIV è figlio spirituale: “La fede vince le fatiche terrene e la grazia del Signore fa fiorire il deserto. Eppure la bellezza di quest’esortazione porta con sé una prova, che il Vangelo ci chiama ad attraversare insieme”. “Dovete rinascere dall’alto” è un imperativo che “suona ai nostri orecchi come un comando impossibile”, ha spiegato Leone XIV, ma “non si tratta di una dura imposizione, né di una forzatura o, tanto meno, di una condanna al fallimento”: al contrario, il dovere espresso da Gesù “è per noi un dono di libertà, perché ci rivela una possibilità insperata: possiamo rinascere dall’alto, grazie a Dio. Dobbiamo farlo secondo la sua volontà d’amore, che desidera rinnovare l’umanità chiamandola a una comunione di vita, che inizia con la fede”. “Mentre Cristo ci chiede di rinnovare da capo tutta la nostra esistenza, pure ci dà la forza per farlo”, ha garantito il Papa, sulla scorta della preghiera di sant’Agostino nelle Confessioni: “Da’, o Signore, quel che comandi e comanda quello che vuoi”.

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