Trump attacca Leone XIV: Celam, “le chiediamo di continuare ad alzare la voce contro la guerra”

“Santo Padre, con profondo affetto filiale, e a nome della Presidenza del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (Celam), ci uniamo a lei in questi giorni in cui l’umanità grida per la fine della guerra e per la pace mondiale. Le esprimiamo la nostra vicinanza, il nostro sostegno e la preghiera costante per il suo ministero di unità, affinché il Signore la sostenga con fortezza evangelica e sapienza pastorale”. Lo scrive, in una nota diffusa ieri, la Presidenza del Celam, rivolgendosi a Papa Leone XIV, in seguito all’attacco ricevuto dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. “In un’epoca segnata dall’idolatria del potere e del denaro, il suo richiamo profetico risuona come un esame di coscienza per tutti i popoli e i loro governanti – proseguono i vescovi latinoamericani, a partire dal loro presidente il card. Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre –. Dall’America Latina e dai Caraibi, conosciamo il prezzo umano della violenza: le vite spezzate, la frattura del tessuto sociale e la stanchezza morale che lascia la logica della guerra. Con lei, ribadiamo che la pace non si improvvisa: si costruisce con la conversione del cuore, con la giustizia e con il perdono”.
Prosegue la nota: “Le chiediamo di continuare ad alzare la voce contro la guerra, cercando di promuovere la pace, favorendo il dialogo e il multilateralismo con gli Stati per cercare soluzioni ai conflitti bellici che generano tanta sofferenza e morte. Ci uniamo al suo grido e ci sommiamo alla sua testimonianza come apostolo della pace”.
Conclude la presidenza del Celam: “Santo Padre, il suo messaggio ci riporta al cuore del Magistero: nulla si perde con la pace; tutto può essere perduto con la guerra. E ci incoraggia a essere, come ha insegnato Papa Francesco, artigiani di pace capaci di generare processi di guarigione e di incontro; una vera artigianalità che impegna ogni comunità e ogni persona. In comunione con Lei, rinnoviamo l’impegno, affinché le nostre Chiese particolari siano laboratori di pace, di dialogo, praticando la giustizia e il perdono. Con umiltà e fermezza evangelica, facciamo nostro il suo grido: fermatevi! è tempo di pace! E ci uniamo alla supplica che attraversa la memoria della Chiesa: mai più la guerra”.

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