La giustizia e la fortezza “sono indispensabili per un processo decisionale sano e per mettere in pratica le decisioni”. Ne è convinto il Papa, che nel messaggio ai partecipanti alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, in corso in Vaticano fino al 16 aprile, afferma che “anche la temperanza si rivela essenziale per l’uso legittimo dell’autorità, poiché la vera temperanza frena l’autoesaltazione incontrollata e funge da guardrail contro l’abuso di potere”. Questa concezione del “potere legittimo”, scrive Leone XIV, “trova una delle sue più alte espressioni nella autentica democrazia”, che “riconosce la dignità di ogni persona e chiama ogni cittadino a partecipare responsabilmente alla ricerca del bene comune”. A questo proposito, il Pontefice cita San Giovanni Paolo II, che osservava come la democrazia assicura la partecipazione alle scelte politiche e “la possibilità sia di eleggere che di tenere responsabili coloro che governano, e di sostituirli tramite mezzi pacifici quando opportuno”. “La democrazia rimane sana solo quando è radicata nella legge morale e in una vera visione della persona umana”, il monito: “Mancando questa base, rischia di diventare o una tirannia maggioritaria o una maschera per il dominio delle élite economiche e tecnologiche”. “Un ordine internazionale giusto e stabile non può emergere dal semplice equilibrio di potere né da una logica puramente tecnocratica”, la denuncia finale: “La concentrazione del potere tecnologico, economico e militare in poche mani minaccia sia la partecipazione democratica dei popoli sia la concordia internazionale”.