Papa ad Assisi: la voce dei giovani, domani la consegna della “carta missionaria” al Papa

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

(Assisi) Gabriele, 30 anni, viene da Campobasso. È stato “trascinato”, felicemente, dalla sua ragazza e insieme hanno scelto di vivere in coppia “Go! Franciscan International Youth”, che ha riunito in questi giorni ad Assisi 2.500 giovani europei per il raduno internazionale organizzato dalla famiglia francescana e che culminerà domani con l’incontro con Papa Leone. Suor Roseline Getanda viene dal Kenya, ma vive in Italia da quasi 15 anni e appartiene alla Congregazione delle Suore francescane del Cuore di Gesù. Ha scelto di prestare servizio come volontaria “nella nostra basilica”, accogliendo ragazzi provenienti da Paesi come Irlanda, Spagna, Portogallo, Italia e anche dagli Stati Uniti. Molto partecipati i workshop tematici, che in questi quattro giorni hanno portato i giovani europei in tutta la città di san Francesco, sulle cui orme hanno camminato non solo idealmente. Tra i laboratori che hanno riscosso maggiore partecipazione, quelli dedicati alle paure e alle periferie, come spiega una delle animatrici, Laura Castrichini, 42 anni: “Abbiamo scelto di costruire laboratori che potessero stimolare la condivisione, con attività soprattutto a coppie o in gruppi, per permettere a ciascuno di mettersi di fronte alla propria vita, rispetto a quanto ascoltato”. Quali sono le paure dei giovani? L’elenco è dettagliato: “La paura del giudizio, la paura di non essere amato come si ama, la paura di non riuscire ad avere una vita felice, la paura del fallimento”. Il workshop sulle periferie, continua Laura, ha riguardato le periferie “intese come periferie fisiche e interiori, per esaminare come ciascuno si approccia non solo all’altro, ma anche al lebbroso che è in ciascuno di noi, a quello che abbiamo all’interno del nostro cuore. Abbiamo provato a cambiare lo sguardo, ad allenarci alla possibilità di vedere l’altro non come nemico, ma come qualcuno da accogliere, come fonte di pace personale, interiore e comunitaria”. Tutto questo confluirà nella “carta missionaria” che domani sarà presentata a Papa Leone come sintesi delle riflessioni e delle azioni condivise dai giovani, per raccontare chi sono e che cosa desiderano per la loro vita.

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