Bulgaria: minacce ai giovani ebrei italiani. Informato premier Radev, indagini in corso. Levi (Shalom): “Più di un atto di teppismo”

(Foto Shalom Bulgaria)

(Sofia) “L’incidente a Bansko è un attacco contro ragazzi ebrei, non un atto di teppismo”: lo ha affermato Alina Levi, presidente dell’Organizzazione degli ebrei in Bulgaria, in un’apposita conferenza stampa riguardo l’aggressione verbale nei confronti dei ragazzi ebrei italiani a Bansko il 2 agosto. Levi ha inoltre spiegato che i giovani erano radunati per un’iniziativa internazionale che ha visto arrivare adolescenti da Italia, Svizzera, Paesi Bassi e Israele. “La Bulgaria – ha sottolineato la Levi – era stata scelta come una destinazione sicura in base alla situazione internazionale attorno a Israele”. E ha aggiunto che “i turisti ebrei da tutto il mondo preferiscono il Paese balcanico come destinazione di viaggi, ma la situazione attuale ha messo una macchia su Sofia che credo non se la meriti”. La presidente di “Shalom” ha ammesso che potrebbero esserci stati anche comportamenti maleducati da parte dei ragazzi ebrei italiani, ma ciò non giustifica il razzismo. “Si tratta di un crimine e bisogna darne ampio risalto”, ha detto. Da “Shalom” hanno informato il primo ministro Rumen Radev che ha ordinato un’indagine da parte dalle istituzioni competenti. A breve i vertici dell’organizzazione si incontreranno con il vicesegretario generale del ministero degli Interni.
Un commento sull’accaduto è arrivato anche da parte del ministero degli Affari esteri bulgaro. “La Bulgaria è molto preoccupata dalle notizie di manifestazioni di antisemitismo, rivolte ai ragazzi ebrei italiani”, si legge nel post su X dell’istituzione. “Tali azioni sono inaccettabili e non c’è spazio per essi in una società democratica”.

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