La Fondazione Terra Santa Ets sarà tra i protagonisti della 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, in programma a Rimini dal 21 al 26 agosto sul tema “L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Attraverso uno stand dedicato, incontri, testimonianze e momenti culturali, la Fondazione presenterà il lavoro della Custodia di Terra Santa e le attività di sostegno alle comunità cristiane del Medio Oriente. “Vogliamo portare al Meeting la voce di una Terra Santa viva: una terra ferita, ma sempre capace di generare incontro, educazione, cultura e speranza”, afferma Andrea Benzoni, segretario generale della Fondazione Terra Santa Ets. Presso lo stand nel padiglione C5 sarà possibile conoscere le iniziative editoriali e informative della Fondazione, insieme ai progetti a favore delle comunità locali. Tra gli appuntamenti di rilievo, il concerto inaugurale del Meeting, venerdì 21 agosto al Teatro Galli, sarà affidato allo Yasmeen Choir, coro giovanile del Magnificat Institute di Gerusalemme, la scuola musicale della Custodia di Terra Santa. Domenica 23 agosto si parlerà invece della situazione libanese con mons. César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini, e Francesca Lazzari di Avsi. Atteso l’incontro di lunedì 24 agosto, all’Auditorium Intesa Sanpaolo, dal titolo “Amare la Terra Santa”, che vedrà dialogare il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, e padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza. Nello stesso giorno si svolgeranno anche un confronto sul conflitto israelo-palestinese con Olivier Roy e Joseph Weiler e un incontro con i giovani dedicato alla vita delle comunità cristiane della regione. A chiudere il percorso, mercoledì 26 agosto, saranno gli appuntamenti dedicati al Libano, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e mons. Essayan, e l’incontro “Scrutando il cielo di Gerusalemme” con il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, in dialogo con alcuni giovani. Per spiegare il significato della presenza cristiana nei Luoghi Santi, padre Ielpo indica due parole chiave: “rimanere” e “custodire”. “Rimanere oggi in Terra Santa significa condividere il destino delle persone che ci sono affidate e custodire una speranza che non si nutre di risultati immediati, ma si fonda sulla Risurrezione di Cristo”, afferma il Custode. Una speranza che, aggiunge, trova nel Santo Sepolcro il suo simbolo più eloquente, perché “l’ultima parola non appartiene alla morte”. Da qui l’impegno quotidiano della comunità cristiana, che continua ad “aprire scuole, sostenere famiglie, anziani, bambini e poveri, pregare ogni giorno”. Un’opera che, conclude padre Ielpo, consiste nel “custodire una speranza certa e una fraternità possibile” e nel proteggere “quei piccoli germogli di dialogo che ancora resistono, che raramente fanno notizia ma che tengono aperta la possibilità della pace”.