“Nessuno sconto per chi tradisce la fiducia delle persone con disabilità”. Così la Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) commenta quanto sta emergendo dall’inchiesta della Procura di Ragusa sul centro diurno Anffas di Modica, dove sono stati disposti gli arresti domiciliari per il presidente della struttura e un operatore, la sospensione di altri cinque operatori e l’iscrizione di tredici persone nel registro degli indagati. La chiusura della struttura e le accuse formulate dagli inquirenti, afferma la Fish, tratteggiano “uno scenario inaccettabile”, aggravato da un “contesto di complice omertà e pericolosa improvvisazione” e dalla somministrazione di farmaci “affidata a personale non abilitato”, una prassi che ha messo a repentaglio la salute degli ospiti. “Le persone con disabilità sono cittadini e soggetti di diritto a tutti gli effetti”, ribadisce la Federazione, sottolineando che quando un luogo nato per l’inclusione si trasforma in un ambiente di maltrattamenti “viene meno il patto di fiducia” tra famiglie, istituzioni e servizi del territorio. Pur riponendo “la massima fiducia” nel lavoro della magistratura, la Fish chiede una “revisione del sistema dei servizi” rivolti alle persone con disabilità, con più vigilanza, controlli e verifica delle qualifiche professionali. La Federazione ha avviato un confronto con Anffas nazionale, che ha già espresso “ferma condanna” e vicinanza alle persone coinvolte e alle loro famiglie.