“Stiamo vivendo ormai nel tempo del post-Sinodo, o meglio della sua attuazione. Questo significa che ci sono le basi per un nuovo impulso a vivere quanto il Concilio ci ha insegnato, che Papa Francesco con il Sinodo ci ha ricordato e invitato a realizzare e Papa Leone continua a indicare come prospettiva e impegno”. Così la segretaria generale della Consulta nazionale delle aggregazioni laicali, Maddalena Pievaioli, a margine del direttivo dell’organismo promosso dalla Cei, tenutosi nei giorni scorsi a Roma.
“Diventa sempre più urgente – aggiunge la segretaria – una rinnovata consapevolezza del laicato a vivere da una parte la dimensione di comunione e collaborazione con i propri pastori, in una Chiesa comunione, consapevole di come ogni carisma sia importante”. “L’altro aspetto essenziale – ribadisce rifacendosi alla Lumen Gentium – è quello della riscoperta e urgenza di essere sale e luce del mondo”.
A questo obiettivo, difatti, è volta la programmazione, che si è inteso far partire dall’incontro con mons. Pierantonio Tremolada, nuovo presidente della Commissione Cei per il laicato.
Un impegno fondamentale sarà quello della formazione, che prevede l’approfondimento condiviso tra Cnal e Commissione per il laicato, e “che terrà conto principalmente delle sfide che la società e la cultura ci pongono e la risposta che, come laici, potremo dare”.
“Nello scambio tra noi e in ascolto del momento presente, abbiamo anche sentito – conclude Pievaioli – il bisogno di inviare al presidente della Repubblica un messaggio di gratitudine per come svolge il suo ruolo di garante delle istituzioni e della Carta costituzionale, e insieme il nostro impegno, personale e associativo, per essere costruttori di dialogo e fraternità nel qui e ora del Paese”.
“Di fatto lei oggi rappresenta – si legge nel testo inviato a Mattarella – un preciso punto di riferimento in un tempo che ha tanto bisogno di testimoni credibili”.
Le 65 aggregazioni della Consulta assicurano al presidente l’impegno “come singoli e come associazioni ad essere sempre maggiormente presenti in questo non facile momento, per la costruzione di una società accogliente, di un Paese che non discrimini nessuno, un Paese dove, nel rispetto delle leggi, si possa dare vita ad una convivenza pacifica e rispettosa di tutti e di ognuno”.