Si è conclusa la quarta edizione di “Liberare la bellezza Festival”, che ha animato le serate del Giardino degli Amici dell’Orto di Todi dal 24 luglio al 2 agosto. Platone, protagonista di una delle serate, nel Convivio scrive: “Il bello soltanto libera, chi lo possiede, da atroci dolori” spingendoci all’immortalità. Sant’Ignazio negli Esercizi spirituali osserva: “È proprio dello spirito cattivo rattristare, mentre è proprio dello spirito buono dare coraggio ed energie, consolazione, ispirazione e serenità, diminuendo e rimuovendo ogni difficoltà per andare avanti nella via del bene”. Dice inoltre il poeta Davide Rondoni, storico amico del festival (cui ha preso parte come protagonista del documentario “Giuseppe Ungaretti. Vita di un uomo” con la regia di Massimo Popolizio): “Liberare la bellezza è una responsabilità, richiede l’impegno da parte degli artisti e di chi si avvicina all’arte”.
Una prima occasione di grande “bellezza liberata” l’ha fornita il doppio evento dedicato a San Francesco nel cinema con le anteprime dei due film “La leggenda di san Francesco” di Lech Majewski e “La leggenda dei tre compagni” di Arnaldo Casali. Oltre a tanti momenti artistici di liberazione nella bellezza, testimoniati dalle proiezioni di film come “Il pranzo di Babette” e “Il tormento e l’estasi”, non sono mancate le presenze capaci di attirare l’attenzione del pubblico, come Kim Rossi Stuart. L’attore regista attraverso il suo film “Brado” ci racconta, in modo apertamente autobiografico, delle sue scelte complesse per dire sì alla vita. Un film, il suo, tra registri ora ironici ora drammatici, sul difficile rapporto intergenerazionale tra padre e figlio che mette in scena la parabola di un riscatto purificato dalla sofferenza e dall’accettazione dei propri errori.
Un’altra presenza d’eccezione è stata quella di Ascanio Celestini che, da mattatore par suo, ha parlato dei suoi “poveri cristi”, rilettura attuale del francescanesimo, e del suo ultimo libro “Pasolini, una vita anzi due” dove ci viene restituito un volto inedito del grande regista e poeta di Casarsa. Tra le altre presenze, l’attore teatrale Riccardo Leonelli e Valerio Mastandrea. Il Festival è stato anche un’occasione propizia per coinvolgere i ragazzi della redazione di “Sottobanco” del Liceo Jacopone di Todi, coadiuvati dalla docente e giornalista Susi Felceti con due serate di cineforum e testimonianze dai film “Tre regole infallibili” di Marco Giuffreda e “Più grande del cielo” di Valerio Jalongo, sulle sfide dell’intelligenza artificiale. Non sono mancati momenti di poesia, canto, musica con il concerto “Il mio canto libero”, con la band dei SettantaVolteSette. Ma anche momenti che diventano atto di fede, preghiera e lode a Dio, come nell’intera serata dedicata a Maria di Nazareth. Il direttore artistico Alberto Di Giglio non nasconde di attribuire buona parte del merito, nell’affrontare tante difficoltà, alla Madre di Dio cantata da poeti e cantori di ogni tempo. “Le incertezze dei giorni che precedevano l’apertura ci hanno messo a dura prova, decisiva forse la preghiera a Maria inserita nel programma? Si tratta della Ave Maria’ di Trilussa”.