Leone XIV: alla Pontificia accademia Ecclesiastica, “tutelare tutta la famiglia umana, in un mondo segnato da tensioni e conflitti””

Il ministero del diplomatico pontificio “non si declina solo nella tutela del bene della comunità cattolica, ma di tutta la famiglia umana che abita una determinata azione o che partecipa delle istanze dei diversi organismi internazionali”. Lo ha detto il Papa, che nella sua prima visita come successore di Pietro alla Pontificia accademia ecclesiastica, in occasione del 325° anniversario di fondazione, ha esortato i presenti ad essere “promotori di tutte le forme di giustizia che aiutano a riconoscere, ricostruire e proteggere l’immagine di Dio impressa in ogni persona”. “Nella difesa dei diritti umani — tra cui spiccano quelli alla libertà religiosa e alla vita —, vi raccomando perciò di continuare a indicare la strada, non della contrapposizione e della rivendicazione, ma della tutela per la dignità della persona, dello sviluppo per i popoli e per le comunità e della promozione della cooperazione internazionale”, l’indicazione di rotta di Leone XIV, secondo il quale “sono questi i soli strumenti che consentono di avviare autentici cammini di pace”. “In un mondo segnato da tensioni, che sembra fare dei conflitti l’unico modo per affrontare bisogni e istanze, le nostre capacità di spenderci per il dialogo, l’ascolto e la riconciliazione possono sembrare insufficienti, a volte perfino inutili”, ha ammesso Leone: “Questo non ci deve scoraggiare! Continuiamo ad invocare con fiducia il dono della pace di Cristo, senza timore”, perché compito del diplomatico pontificio è essere, “in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo, sarà sempre strumento per promuovere e custodire la dignità di ogni uomo e donna, creati a immagine e somiglianza di Dio, e per incrementare il bene comune”.

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