Gabriele Vaccaro: mons. Damiano (Agrigento) ai funerali a Favara, “si fa sera quando la vita di un giovane diventa il prezzo di una bravata finita in tragedia”

(Foto IG/Giovanni Vaccaro)

“Si fa sera quando la vita, ancora tutta da vivere, di un giovane diventa il prezzo di una bravata finita in tragedia”. Con queste parole l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, ha aperto l’omelia pronunciata oggi nella chiesa Madre di Favara, gremita di fedeli, nel corso delle esequie di Gabriele Vaccaro, il venticinquenne originario della cittadina agrigentina ucciso con una coltellata nella notte tra sabato e domenica scorsi in un parcheggio di Pavia. Partendo dal racconto dei discepoli di Emmaus, il presule ha tracciato il rischio di “fuggire dalla realtà, ritenendola scomoda”, identificando in Emmaus il luogo di chi “pensa solo a se stesso” e diventa “autoreferenziale, egoista e narcisista, fino a sminuire, calpestare e annullare il valore degli altri”. Riprendendo il messaggio del vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, mons. Damiano ha denunciato “il vuoto che abita il cuore di non pochi adolescenti e giovani”. Quindi ha esortato a “restare umani”, investendo “nella formazione e nell’accompagnamento delle coscienze” piuttosto che nell’inasprimento delle pene. “Vogliamo credere che Dio vuole fare una cosa nuova con ciascuno di noi – ha concluso -, liberandoci dall’assuefazione e dalla rassegnazione all’odio, alla violenza e alla sete di vendetta”. Alla celebrazione erano presenti il sindaco di Pavia, Michele Lissia, il prefetto di Agrigento, numerosi sindaci del territorio e autorità civili e militari.​​​​​​​​​​​​​​​​

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