“Da san Liberale e da tanti amici santi, da Eliodoro, dal ‘coro dei beati’, i nostri padri e le nostre madri hanno imparato ad ammirare la santa amicizia in Cristo di tutti loro. Un’amicizia fatta anche di discussioni, di divergenze, talvolta anche di scontri, ma solida e duratura, perché fondata sulla fede in Cristo, amico vero e unico. Ed è, dunque, sulla santa amicizia che essi hanno dato forma alla nostra città. Fuggendo dalla tragedia dei tempi dolorosi e turbolenti che erano costretti a vivere, hanno portato con sé san Liberale, colui che ha messo Cristo al centro della sua vita, che a Lui ha chiesto ogni benedizione ed ogni grazia nella preghiera fiduciosa e costante, che da Lui ha fatto rinascere una convivenza vissuta nell’amore reciproco e nella concordia di tutta la società, della città intera”. Stasera mons. Michele Tomasi, vescovo di Treviso, nell’omelia della celebrazione eucaristica in cattedrale per la solennità di San Liberale, patrono della diocesi e della città di Treviso, ha ricordato una tradizione secondo la quale nel 452, di fronte all’avanzata degli Unni di Attila, gli abitanti di Altino in fuga abbiano portato con sé le reliquie dei propri santi protettori – san Liberale, i santi Teonisto, Tabra e Tabrata – nell’imminenza della distruzione della loro città.
“Fondati sulla bellezza e sulla radicalità dell’amicizia in Cristo, e testimoni di una vita apostolica tutta posta al servizio di Dio e degli uomini – senza riserve, senza esitazioni – i nostri padri e le nostre madri hanno permesso alla nostra cara diocesi di crescere – ha proseguito il presule -. Un laico coraggioso, mite, rigoroso e forte, un dotto monaco, alcuni vescovi e presbiteri donati al Cristo e al popolo di Dio, assieme ad un gruppo di donne consacrate al Signore: ecco la compagnia santa il cui spirito è arrivato a Treviso assieme al corpo di san Liberale. Da questa compagnia, da questa amicizia possiamo ripartire anche noi. Nella nostra città, nella diocesi intera. E non in un’uniformità che tutto appiattisce, ma nella continua ricerca della verità e del bene più grande”. Mons. Tomasi ha esortato: “Nella grande compagnia della nostra diocesi, fratelli e sorelle innestati in Cristo dal Battesimo, siamo chiamati a gareggiare nello stimarci a vicenda, e a collaborare, affinché il Vangelo di Cristo possa risuonare come proposta credibile e vitale a quanti siamo inviati ad annunciare la notizia buona dell’amore infinito ed efficace di Dio per ciascuno”.
All’interno della celebrazione, le cooperatrici pastorali diocesane hanno rinnovato le loro promesse di castità, povertà e obbedienza al vescovo. Quest’anno c’è stata anche la consegna, da parte di mons. Tomasi, del rinnovato “Direttorio su vocazione, identità e spiritualità delle Cooperatrici pastorali diocesane”, che entra in vigore proprio oggi. E proprio in questa occasione il vescovo ha fatto una preghiera di benedizione per la nuova missione della cooperatrice pastorale, Lucia Michielin, che partirà per la missione diocesana in Paraguay.