Donazioni di sangue: Avis Lombardia, +8,24% il plasma. “Il rischio dei soggetti profit che minano il Ssn”

È la crescita del plasma a indicare la direzione del sistema trasfusionale lombardo: nel 2025 le donazioni in plasmaferesi hanno registrato un aumento dell’8,24% rispetto all’anno precedente, arrivando a 89.210 unità. Il dato è stato presentato domenica 26 aprile nel corso della 55° assemblea regionale di Avis Lombardia, appuntamento che ha coinvolto le 12 Avis provinciali, che complessivamente raggruppano 633 sedi comunali lombarde. Nel suo intervento, il presidente di Avis Lombardia, Pierangelo Colavito, ha richiamato con forza il senso di responsabilità dell’associazione: “Le sfide sono reali, serie e numerose. Ma oggi siamo qui perché abbiamo fatto una scelta precisa: scegliere la speranza invece della paura, l’unità d’intenti invece del conflitto”.
Colavito ha insistito sulla necessità di rafforzare la coesione interna: “Discutere è un segno di vitalità, dividersi in fazioni è un lusso che non possiamo più permetterci, specie in un momento come questo, in cui Avis è sotto attacco. Non è un attacco frontale, di quelli che si vedono arrivare. È un’infiltrazione silenziosa e organizzata da parte di soggetti profit che, dietro il linguaggio rassicurante dell’aiuto e dell’efficientamento, stanno occupando spazi che non competono loro. Con la promessa di sostenere le nostre sedi nella promozione, nel reclutamento e nell’indirizzare i donatori agli ospedali, questi soggetti entrano nel nostro sistema, intercettano relazioni, acquisiscono dati sensibili e –diciamolo con forza– trasformano il dono in una leva di profitto. Questo non è supporto. Questa è appropriazione. È una colonizzazione silenziosa del volontariato che non possiamo più tollerare”.
“La legge è limpida: promuovere, chiamare e fidelizzare i donatori è compito delle associazioni di volontariato e delle Federazioni. Punto. Delegare o esternalizzare queste funzioni a chi punta al profitto significa violare lo spirito della norma, ma soprattutto tradire la fiducia dei nostri donatori e minare le fondamenta del Servizio sanitario nazionale – ha aggiunto –. Ribadiamolo allora con forza, senza timore di disturbare nessuno: il sangue non è una merce. Il dono non è un prodotto. Se non fermiamo ora questa deriva, perderemo il senso stesso dell’essere Avis. E ricordiamoci che quando il volontariato perde il suo senso, non muore di colpo: si spegne lentamente, fino a diventare inutile”.
Nel 2025 Avis Lombardia conta 271.534 soci complessivi, di cui 262.853 donatori attivi. Le donazioni totali si attestano a 463.891, in lieve flessione (-0,54%) rispetto al 2024. Il calo riguarda in particolare il sangue intero, mentre il plasma continua a crescere, confermando un’evoluzione strutturale del sistema.

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