Cpr a Castel Volturno: stamattina un incontro al Centro Fernandes per riflettere su migrazioni e accoglienza

Questa mattina, alle 11, il Centro Fernandes di Castel Volturno ha ospitato una conferenza stampa dedicata al complesso tema delle migrazioni e dell’accoglienza. Ha aperto i lavori, portando i suoi saluti e i suoi ringraziamenti ai presenti, mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, che, richiamando il suo messaggio del 23 aprile scorso, ha ribadito le ragioni delle sue considerazioni espresse nello stesso messaggio riguardo all’apertura di un Cpr a Castel Volturno. È intervenuto poi mons. Gian Carlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio, che ha offerto una prospettiva nazionale in qualità di presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza episcopale italiana e della Fondazione Migrantes. Antonio Casale, direttore dell’Ufficio della Pastorale dei migranti e direttore del Centro Immigrati Campania “Fernandes” di Castel Volturno, e Gianluca Mastrovito, delegato nazionale delle Acli per l’Immigrazione e l’Accoglienza, hanno presentato il focus dei Cpr, in particolare a Castel Volturno. Mons. Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti e delegato del Settore Migranti per la Conferenza episcopale campana, ha espresso la solidarietà di tutto l’episcopato della Campania al messaggio dell’arcivescovo Lagnese. L’analisi critica di Toni Mira, già caporedattore del quotidiano Avvenire, ha permesso di far capire il punto di vista di chi attraverso importanti inchieste giornalistiche ha affrontato il tema in questi anni. Al termine degli interventi mons. Lagnese ha presentato e letto un appello, che già ha trovato accoglienza e adesione tra i vescovi, realtà istituzionali, associazioni nazionali e locali. La conferenza si è chiusa con la ferma richiesta che Castel Volturno non sia identificata come luogo di marginalità, ma sostenuta come laboratorio di convivenza civile. I relatori hanno ribadito il “no” al Cpr, sollecitando il Governo ad aprire un confronto con il territorio per costruire soluzioni basate su integrazione reale e legalità. L’obiettivo comune resta quello di promuovere politiche che sappiano tenere insieme sicurezza e diritti, rispettando pienamente la dignità di ogni persona.

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