Diocesi: mons. Pellegrini (Pordenone), “politica sia ruggito contro l’ingiustizia e protezione per i fragili, tutti impegnati per concordia tra popoli e pace”

“La politica è chiamata ad essere ruggito contro l’ingiustizia e protezione per i fragili. La politica è l’arte del bene comune che nasce dall’umiltà di riconoscere che nessuna basta a se stesso. Il paese e la città si costruiscono insieme, condividendo i doni e la capacità di ciascuno, messe al servizio di tutti. In questo contesto siamo chiamati tutti, comunità cristiana e società civile a impegnarci per la concordia tra i popoli e la pace. Faccio mie le innumerevoli esortazioni alla pace e al rispetto del diritto internazionale fatte da Papa Leone in questi tempi drammatici, con numerosi e interminabili conflitti”. Lo ha affermato sabato il vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, nell’omelia pronunciata per la festa di San Marco, patrono della città di Pordenone.
“Siamo radunati come credenti e cittadini – ha evidenziato il presule – per ringraziare il Signore e, attraverso l’intercessione di san Marco, pregarlo perché ci conceda tempi migliori”. “Dense nubi di incertezze, di trasformazioni e di preoccupazioni ci assalgono: la crisi economica si fa sempre più sentire e le guerre si moltiplicano impedendo, soprattutto ai giovani, di intravedere un mondo più giusto e più umano”, ha osservato mons. Pellegrini, per il quale “sostare davanti alla figura dell’evangelista Marco ci aiuta a ritornare alle sorgenti delle nostre fede e dell’identità cristiana e civile delle nostre terre”. Secondo il vescovo, “c’è bisogno anche oggi dell’annuncio del Vangelo che fa nascere la fede che porta al battesimo e alla crescita della comunità. La festa del patrono ci è di aiuto per rafforzare, consolidare e riscoprire le nostre radici cristiane”. Mons. Pellegrini si è poi soffermato sulla “dimensione civile della fede”. “San Marco – ha spiegato – ricorda alla politica di oggi, talvolta affaticata e prigioniera di eccessive polarizzazioni, che il fondamento del nostro vivere comune sta nel ‘servizio’”. “Diceva Papa Pio XI che la politica è ‘un’alta forma di carità’, fatta di uomini e donne che offrono all’intera società competenza, passione del bene comune e visione di futuro. Una città – ha ammonito il vescovo – che non si siede ma che cammina con i cittadini, soprattutto con quelli che fanno più fatica a vivere o a integrarsi. Una città, com’è indicato nel suo gonfalone, con le porte aperte, capace di accogliere, di ascoltare e di accompagnare”.

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