Usa: fucilazione in diretta per l’autore della strage di Fort Hood. Catholic Mobilizing Network, “un macabro spettacolo”

(Foto ANSA/SIR)

“Al di là del fatto che le esecuzioni non scoraggiano il crimine né accrescono la sicurezza, è sconcertante che un pubblico ufficiale pensi di trasformare un’esecuzione in uno spettacolo da sala giochi, trasmesso in diretta streaming”. Così Krisanne Vaillancourt Murphy, direttrice esecutiva del Catholic Mobilizing Network, la rete cattolica statunitense contro la pena di morte, commenta la decisione del Dipartimento della guerra di trasmettere in diretta la fucilazione di Nidal Hasan, autore della strage di Fort Hood del 2009. “Sono passati quasi cento anni dall’ultima esecuzione pubblica nel nostro Paese: non dobbiamo precipitare nell’abisso di una pratica così vendicativa”, prosegue, avvertendo che “quando trattiamo la morte di un’altra persona come qualcosa da guardare, celebrare o usare come intrattenimento, sviliamo la nostra stessa umanità”. Vaillancourt Murphy richiama le parole di Papa Leone XIV a Metz, il 28 settembre: “La grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana”. E osserva: “Il macabro spettacolo proposto dal segretario Hegseth non è ciò che il Signore ci chiede: non renderà onore alle vittime né porterà guarigione”. L’annuncio arriva a una settimana dal fallito tentativo di giustiziare Christa Pike, alla vigilia della Giornata mondiale contro la pena di morte e nel mese che i cattolici americani dedicano al rispetto della vita: “È il momento di parlare di come smantellare la cultura della morte, non di come promuoverla”.

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