Giovani e anziani: Licata (Migrantes), “futuro, da sognare, da costruire, da vivere”

Foto Iaria/SIR

“Ogni persona è sempre oltre la categoria in cui la collochiamo”. Lo ha detto questa mattina Delfina Licata, ricercatrice della Fondazione Migrantes della Cei, intervenendo alla presentazione in Senato del volume “Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale”, pubblicato da “Il Mulino” e da lei curato insieme a Cristina Pasqualini e Fabio Introini. Dalle testimonianze di giovani e anziani raccolti nel volume emerge un quadro “ricco” e “sorprendente” in cui si “mescolano aspettative, preoccupazioni, risorse e fragilità che ci aiuta a comprendere meglio chi siamo oggi come Paese e come società, le trasformazioni in corso e le sfide che ci attendono”, ha detto evidenziando che le storie raccolte “restituiscono l’immagine di giovani consapevoli del proprio percorso di vita, ma che contestualmente interrogano e si lasciano interrogare dal futuro. Un futuro percepito come incerto e fragile, soprattutto se confrontato con quello vissuto dalle generazioni precedenti”. I racconti dei nonni evocano, infatti – ha aggiunto la ricercatrice, sociologa delle Migrazioni – una “maggiore stabilità, lavorativa ed economica, esistenziale”. I giovani riconoscono di avere maggiori opportunità di scelta, di studio, di mobilità e di conoscenza del mondo. Questa libertà, però, “porta con sé una responsabilità grande che spesso si traduce in inquietudine: scegliere la strada giusta, non sprecare le occasioni, costruire il proprio futuro facendo le scelte giuste in un contesto che offre molte opportunità ma poche certezze”. Tre i bisogni fondamentali: promesse mantenute, stabilità e la dimensione affettiva e relazionale. Anche gli anziani – ha quindi detto Licata – oggi “vivono la loro età come piena di possibilità: maggiore conoscenza attraverso gli ausili tecnologici, maggiore possibilità di spostarsi, di viaggiare, di conoscere, di impegnare il loro tempo nel volontariato, nell’associazionismo, negli interessi più variegati”. Tra di loro il tema più ricorrente è quello della salute che “rappresenta una grande risorsa”: in un Paese “sempre più longevo, molti anziani percepiscono una distanza tra l’evoluzione demografica e la capacità delle istituzioni di accompagnare i cambiamenti in atto”. Giovani e anziani, pur vivendo stagioni diverse della vita condividono “molti bisogni e molte risorse: il bisogno di relazioni autentiche, di riconoscimento, di sicurezza e di partecipazione”, ha detto citando la ricerca evidenziando che chi è riuscito a trasformare la distanza in “una forma diversa di presenza testimonia una vita meno segnata dai sensi di colpa e più ricca di condivisione. Tanto i giovani quanto gli anziani alla fine condividono una stessa risorsa che è, contemporaneamente per entrambe le generazioni, una criticità e che è racchiusa in una parola: futuro, da sognare, da costruire, da vivere”.

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