San Francesco: fra Moroni, “da Greccio alla Verna e ancora oggi nella tomba continua a irradiare radiazioni positive”

“Guardando quelle povere ossa non abbiamo conosciuto direttamente il corpo di Francesco, ma raccontano una storia di appartenenza a Cristo, di un legame che si è creato con lui Possiamo dire che sono ossa vive perché continuano a sprigionare una vita, la vita dei frati e la vita di tante persone che in questi 800 anni hanno riconosciuto in Francesco colui che ispira certe azioni e che rimandata direttamente a Cristo.  Perché lui non attira a sé ma ci orienta sempre al Salvatore”. Così fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, ieri sera durante il secondo incontro del ciclo “Francesco: segno vivo. Storia, corpo, pace. Il Vangelo vissuto” promosso dalla chiesa di San Francesco di Prato nell’ambito delle celebrazioni per l’VIII centenario della morte del santo di Assisi. Il secondo appuntamento è stato intitolato “Francesco: una vita donata. Il corpo che racconta il Vangelo”. Nel ripercorrere il cammino terreno e i luoghi legati al santo, fra Moroni ha sottolineato: “Francesco, da Greccio alla Verna e ancora oggi nella tomba continua a irradiare radiazioni positive. Lui si è donato in tutto e ci insegna che neanche la morte può rubare una vita che è stata totalmente donata”.

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