Giovani e anziani: Introini (Università Cattolica), “nuove forme del credere tra tradizione e spiritualità”

“Se rispetto ai giovani è oramai ampiamente documentata in letteratura la persistenza di una religiosità individuale o di una spiritualità intesa soprattutto come ricerca e distanziamento dalle religioni istituzionali, la religiosità degli anziani è spesso ancora incastonata nello stereotipo che li vede fortemente devoti, depositari di una fede sì forte ma soprattutto tradizionale per i modi in cui si esprime”, A dirlo questa mattina Fabio Introini, professore associato di Sociologia generale presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e membro del Comitato scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo intervenendo alla presentazione al Senato del volume “Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale”, pubblicato da “Il Mulino” e da lui curato insieme a Cristina Pasqualini e Delfina Licata. L’indagine consente di “gettare una luce almeno in parte differente su come gli anziani vivano il rapporto con la sfera del sacro, nella quale l’importanza dei riti si accompagna anche a forme di distanziamento dalla pratica religiosa” e all’emergere, anche presso questa fascia d’età, di una “fede a modo proprio”. Introini ha messo in discussione due stereotipi piuttosto diffusi: quello degli anziani “come custodi di una fede tradizionale e consolidata” e quello dei giovani come generazione ormai priva di spiritualità”. In realtà – ha detto – il panorama religioso è molto più articolato, attraversato da trasformazioni che riguardano non soltanto l’appartenenza e la pratica, ma anche i modi di credere, pregare e immaginare la vita oltre la morte. Il docente e ricercatore della Cattolica si è soffermato poi sulle differenze generazionali e, in particolare, sul ruolo degli anziani nella trasmissione della fede. Una trasmissione che sembra assumere “sempre meno i caratteri dell’insegnamento dottrinale” e “sempre più quelli della testimonianza affettiva, nel segno di una crescente disponibilità ad accogliere anche le scelte religiose differenti dei più giovani”.

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