Società: nasce la Scuola di Economia vitale. Da oggi pomeriggio a Pietrelcina una due giorni di formazione con Jahier e Bruni

Nasce ufficialmente la Scuola di Economia vitale, un dispositivo formativo e culturale che si pone un obiettivo radicale: preparare persone e organizzazioni a progettare e trasformare le attività economiche affinché diventino generatori di vita, sia umana sia non umana.
Allontanandosi dal vecchio modello economico estrattivo, la scuola si ispira al paradigma dell’Economia vitale, così come delineato nel libro “Dalla razionalità economica alla razionalità della vita” di Giuseppe Marotta, che costituisce uno dei riferimenti teorici alla base del progetto. L’economia vitale assume il principio del “limite” come riferimento dell’agire umano e quello del “profitto giusto” conseguente ad attività economiche rigenerative e trasformative, orientate alla vita in tutte le sue forme, in coerenza con il concetto di One Life.
La visione alla base del progetto è quella di un paradigma “one life / one health”, in cui la salute della comunità umana è inseparabile da quella degli ecosistemi (acqua, aria, suolo, piante, animali). L’obiettivo non è più solo “ridurre il danno”, ma fare della rigenerazione il nuovo standard.
L’avvio della Scuola di Economia vitale sarà segnato da una due giorni di formazione economica prevista oggi e domani, a Pietrelcina, nella sede nazionale della Rete di Economia civile Sale della Terra. L’iniziativa è nata, infatti, dalla collaborazione tra la Scuola di Economia vitale e la Scuola di Economia civile. Un primo appuntamento che mette in dialogo due esperienze formative e culturali accomunate dalla volontà di ripensare l’economia a partire dalle persone, dalle comunità e dai territori.
Il corso, dal titolo “Radici di pace: L’economia meridiana nel futuro dell’Europa”, si concentrerà sul ruolo delle radici meridiane e comunitarie nel contesto europeo, interrogandosi su come il Mezzogiorno possa contribuire alla costruzione di nuovi modelli economici e sociali.
La collaborazione con la Scuola di Economia civile rappresenta, dunque, un elemento fondativo del percorso della Scuola di Economia vitale: un’occasione per mettere in comune saperi, esperienze e strumenti e per costruire un terreno di confronto tra l’approccio dell’economia civile e quello dell’economia vitale.
Il corso si aprirà oggi pomeriggio alle 150 con il modulo “Europa ed Economia di pace: La lenta costruzione dell’unità politica europea all’interno dell’unità economica”, a cura di Luca Jahier, esperto di cooperazione internazionale e politica europea, già presidente del Cese.
Domani, dalle 9 alle 13 Luigino Bruni (presidente della Scuola di Economia civile e professore della Lumsa) e Leonardo Laterza (dottore di ricerca in Scienze dell’Economia civile alla Lumsa) esploreranno “L’Europa nella prospettiva dell’Economia civile e vitale” concentrandosi sulle radici meridiane dell’economia. Dalle 15 alle 17 il modulo conclusivo “L’Europa nella prospettiva dell’economia Meridiana e Vitale” sarà affidato ad Anna Teselli, direttrice della progettazione strategica di Sale della Terra, e a Giuseppe Marotta, professore emerito dell’Università degli studi del Sannio.

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