Giovani e anziani: Fioroni (Istituto Toniolo), costruire “un patto tra età e culture diverse, in cui nessuno venga dimenticato”

Foto Iaria/Sir

Una ricerca che osserva le migrazioni da un luogo insolito: la casa dei nonni”. Lo ha detto questa mattina Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Toniolo portando il suo saluto, in Senato, alla presentazione del volume “Stare nel mondo. Giovani e anziani dell’Italia longeva e multiculturale”, pubblicato da “Il Mulino” su iniziativa dell’Istituto Toniolo e della Fondazione Migrantes della Cei, in collaborazione con l’Istat. Una ricerca – ha detto Fioroni – che “racconta chi arriva, chi parte (i giovani italiani espatriati sono raddoppiati in dieci anni) e chi resta, spesso anziani soli che diventano però un ponte tra culture e distanze”. Ne emerge “una cura reciproca: prima sono i grandi ad accompagnare i piccoli, poi accade il contrario”. Da qui l’invito a istituzioni e comunità è costruire “un patto tra età e culture diverse, in cui nessuno venga dimenticato”, luoghi, esperienze di vicinanza come parrocchie, associazioni, quartieri, imprese, esperienze di volontariato.. Occorre “riconoscere il contributo degli anziani”, “dare spazio ai giovani come portatori di risorse e non solo di bisogni”. E poi un patto tra generazioni “che sia interculturale, perché le relazioni tra età sono ormai anche relazioni tra culture e cittadinanze”. “Se lasciamo soli gli anziani – ha concluso Fioroni – i sogni si spengono. Se lasciamo soli i giovani, che partano o che arrivino, le visioni diventano paura”.

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