Prenderà il via dal 12 al 15 ottobre, presso la Fraterna Domus di Sacrofano (Roma), “Lieviti di Comunità”, il nuovo percorso formativo promosso dal Servizio nazionale per la Pastorale giovanile (Snpg) della Cei, rivolto agli incaricati diocesani e regionali di Pastorale giovanile, ai responsabili delle associazioni, dei movimenti e delle congregazioni religiose. L’iniziativa, spiegano dal Snpg, prende ispirazione dall’immagine evangelica del lievito narrata nel Vangelo di Luca: una presenza minima e quasi invisibile, ma capace di trasformare dall’interno tutta la massa. Da qui nasce la proposta di un cammino dedicato a quanti operano nell’animazione pastorale e desiderano riscoprirsi “pochi e insufficienti, eppure necessari”, capaci di generare processi e far crescere le proprie comunità. Il percorso, articolato in quattro giornate, accompagnerà i partecipanti attraverso un itinerario che intreccia formazione, discernimento, progettazione e rilettura dell’esperienza. L’obiettivo è aiutare i responsabili di Pastorale giovanile a “trovare una via tra l’attivismo frenetico e la tentazione dell’immobilismo, sviluppando uno sguardo capace di leggere la realtà e progettare il futuro con metodo e responsabilità”. Le quattro tappe richiamano simbolicamente le fasi della lievitazione del pane. Il 12 ottobre, dedicato alla “cura di sé” e all’“attivazione del lievito”, si lavorerà sulle competenze relazionali e sull’arte dell’incontro, per imparare a incontrare sé stessi e gli altri come occasione di crescita. Il 13 ottobre sarà invece centrato sulla “cura dei vicini” e sulla “gassificazione del lievito”: al centro la progettazione pastorale in chiave sinodale, con momenti formativi e laboratori di gruppo finalizzati alla costruzione di progetti concreti. La giornata del 14 ottobre, dedicata alla “cura del sistema” e ai “tempi della lievitazione”, proporrà una vera e propria “Fiera delle idee”, durante la quale i progetti elaborati verranno condivisi e messi a confronto, seguita da una riflessione sul cambiamento, tra impatti spesso non percepiti e fallimenti avvertiti. Infine, il 15 ottobre, nella fase della “cottura finale”, i partecipanti saranno accompagnati nell’arte di trattenere il bello e l’utile emersi dall’esperienza, attraverso strumenti di rilettura e visualizzazione dei processi, per custodire il senso del proprio servizio e rilanciare il cammino pastorale.