Famiglia: don Costa, “ci sono troppe pressioni sulle famiglie”, “vicinanza alle persone sopravvissute agli abusi”

“Ci sono troppe pressioni sulle famiglie: dobbiamo chiederci se noi, come Chiesa, non ne stiamo aggiungendo altre”. È uno dei temi affrontati nei primi giorni dell’incontro “A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”, in corso in Vaticano fino al 14 ottobre. “Orari di lavoro, precarietà abitativa, guerra, violenza, pressioni sociali legate alle donne”: sono questi, ha riferito don Giacomo Costa, consultore della Segreteria generale del Sinodo e responsabile per la metodologia, i principali fattori di crisi delle famiglie, accentuatisi nei dieci anni trascorsi dalla pubblicazione di Amoris laetitia. A fronte di queste difficoltà, “le istanze di idealizzazione della famiglia rischiano di essere percepite come irraggiungibili”. Occorre allora chiedersi “cosa significhi in concreto la parola accompagnamento: nei confronti, ad esempio, delle persone sopravvissute agli abusi e ad altre ferite affettive – è stato rilevato durante i lavori in Vaticano – c’è bisogno di una vicinanza che riconosca la gravità del loro vissuto, rispetti i loro temi, le loro scelte e i loro modi di fare, senza pressioni, perché possa crescere la possibilità di vivere le relazioni d’amore anche intimità fisica, quando e se lo desiderano”.

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