Promuovere e accompagnare la candidatura del “Kmq della carità” di Torino a patrimonio dell’umanità Unesco. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa che verrà firmato e presentato giovedì 8 ottobre, alle 12 presso l’arcivescovado di Torino, dal card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, dal presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, dal sindaco di Torino e della Città metropolitana, Stefano Lo Russo, dalla presidente della Fondazione Crt, Anna Maria Poggi, e dal segretario generale della Fondazione Compagnia di San Paolo, Alberto Anfossi.
Il “Kmq della carità” – vien spiegato in un comunicato dell’arcidiocesi – è un’area cittadina nel quartiere Valdocco dove, nel corso del XIX secolo e nel primo quarto del Novecento, vi furono religiosi e laici che operarono concretamente per aiutare coloro che abitavano i gradini più bassi della scala sociale. Figure che hanno lasciato, alla città e al mondo intero, un’enorme eredità materiale e valoriale. Dai santi Giovanni Bosco, Giuseppe Cafasso, Benedetto Cottolengo, Leonardo Murialdo e Giuseppe Allamano ai venerabili marchesi Giulia e Carlo Tancredi di Barolo, le loro sono opere sono ancora oggi viva testimonianza di carità in quel chilometro quadrato che comprende la Piccola Casa della Divina Provvidenza (Cottolengo), il santuario della Consolata, il Palazzo e il Distretto sociale Barolo, il Collegio Artigianelli, la basilica e il complesso salesiano di Maria Ausiliatrice.