Elezioni in Brasile: Borba (sociologo) al Sir, “c’erano segnali ma sinistra non ha capito. Vittoria di Bolsonaro al ballottaggio molto probabile”

“Questa campagna elettorale è stata segnata da molti scandali, e non possiamo escludere che nelle prossime tre settimane ci siano altri colpi di scena. Ma, se il quadro non cambia, la vittoria di Flávio Bolsonaro è molto probabile, per non dire praticamente certa”. Ne è convinto il professor Francisco Borba, sociologo e docente alla Pontificia Università Cattolica di San Paolo, che commenta con il Sir il risultato del primo turno alle elezioni in Brasile, nelle quali Flávio Bolsonaro (PL), senatore e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha contraddetto i sondaggi della vigilia posizionandosi in testa con il 47,03% mentre il presidente uscente Luiz Inácio Lula da Silva (PT), è al 45,16% (53,8 milioni di voti, oltre tre in meno di 4 anni fa). “In realtà l’affermazione di Bolsonaro non è così sorprendente, e le ricerche più accurate avevano messo in luce la sua rimonta”.
Spiega Borba: “Io non sono di certo un elettore di Bolsonaro, ma come analista devo registrare ciò che accade, mentre all’interno della sinistra, e anche dentro a molti giornali, manca questa capacità di realismo. Quanto accade in Brasile è, certamente, frutto di una tendenza internazionale. In aggiunta, va però detto che qui la sinistra è stata, forse, la maggiore responsabile del cambiamento che c’è stato negli ultimi trent’anni, ma poi questo cambiamento non lo ha capito. Soprattutto, i poveri sono diventati classe media povera, e aspirano a scalare posizioni nella società, avendo successo con il proprio lavoro”.
Secondo il sociologo, inoltre, “in Brasile scontiamo un livello di istruzione formale relativamente basso, e la mancanza di tradizione politica. C’è una diffusa sfiducia nelle Istituzioni, manca un forte liberalismo, sia di destra che di sinistra. Il popolo brasiliano non riconosce le Istituzioni, ma le persone. Lo stesso Lula ha avuto una leadership di tipo populista, e questo comporta il fatto che ha messo davanti la sua persona, rispetto alla squadra”.
Certamente, la nuova situazione crea problemi anche dentro alle Chiese, che si trovano a essere spaccate dentro a una fortissima polarizzazione: “Da Bolsonaro arriva una proposta di potere per difendere quelli che sono definiti ‘valori cristiani’, ma per il cristiano il segno con cui si è presenti nel mondo è la carità, non la rabbia e il potere. Vedo un fanatismo che decenni fa, in forme diverse, prevaleva, invece, a sinistra, in certi eccessi della teologia della liberazione”.

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