“L’ha amata!”. Questo il titolo della lettera pastorale di mons. Santo Marcianò, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri che sarà consegnata durante l’assemblea interdiocesana che si svolgerà da venerdì 9 a domenica 11 ottobre al palasport di Veroli. Ad aprire l’assemblea l’arcivescovo mons. Marcianò che terrà la relazione iniziale venerdì 9, alle 16. Seguiranno gli interventi dei responsabili degli Uffici pastorali. Sabato 10, alle 16, la preghiera e i tavoli di lavoro; alle 18.30 lo spettacolo di “Nuovi Orizzonti music show”. Domenica 11, dalle 17.30 spazio alle confessioni e alle 18 la celebrazione eucaristica a conclusione dell’assemblea delle due diocesi. Durante tutte e tre le giornate sarà allestita una tenda per l’Adorazione eucaristica, curata in maniera particolare dalle sorelle claustrali dei monasteri delle due diocesi, con una Tenda Eucaristica. Il presule, nella lettera pastorale prende spunto da alcuni versetti della Lettera agli Efesini, laddove Paolo scrive “Cristo ha amato la Chiesa e ha dato sé stesso per lei”. E mons. Marcianò inizia scrivendo “Amata!”: “potrebbe essere questo il nome della Chiesa. Essa, come del resto ‘tutte le cose che sono’, deve all’Amore la propria esistenza”. Nel testo mons. Marcianò accompagna i fedeli e i lettori “in un viaggio alla scoperta della Chiesa e della nostra Chiesa”. “Noi Chiesa ‘siamo’ perché ‘amati’. Noi siamo Chiesa ricevendo questo amore”, scrive. Le prime “tappe” di questo viaggio sono anche quelle che riconducono alle varie immagini che la Sacra Scrittura propone per spiegare la Chiesa: Chiesa sposa; corpo; una, cattolica e apostolica; una comunione gerarchica. Ma non un mero elenco, quanto piuttosto una decodificazione ulteriore “per spiegare la Chiesa e l’amore con cui è amata”, rimarca. Una Chiesa che è anche “una realtà ‘umano-divina’; non perché consta di due realtà, ma perché questa è la sua unica e particolare natura”, scrive il presule che con lo sguardo e la cura pastorale rivolti alle Chiese a lui affidate, pone l’attenzione su alcuni punti fermi dell’esperienza delle comunità; la parrocchia, in un mondo che cambia; la catechesi e la nuova evangelizzazione, la necessità di passare “dal suono delle campane al suono dei campanelli, di raggiungere l’umanità laddove si trova”. La Lettera pastorale affida alle due Chiese anche tema delle vocazioni, della famiglia, dei giovani. E parlando proprio dei giovani mons. Marcianò parla di “una vera sfida per una pastorale attenta, perché non si tratta tanto di organizzare semplici attività ‘di nicchia’, ma di riportare il tema dei giovani davvero al cuore della Chiesa e della sua maternità”. “Il viaggio continua – scrive il presule – perché la Chiesa è una barca, che attraversa i mari della Storia, sospinta dal vento dello Spirito, alla ricerca del volto di ogni uomo, per portare Gesù Cristo ovunque e a chiunque”.