Dignitas infinita: “non possiamo più pensare alla guerra come soluzione, mai più la guerra”

“Tutte le guerre, per il solo fatto di contraddire la dignità umana, sono conflitti che non risolveranno i problemi, ma li aumenteranno”. A denunciarlo è il Dicastero per la Dottrina della Fede, nella Dichiarazione “Dignitas infinita”. “Questo risulta ancora più grave nel nostro tempo, quando è diventato normale che, al di fuori del campo di battaglia, muoiano tanti civili innocenti”, si legge nel testo a proposito di quella che Papa Francesco ha definito “una terza guerra mondiale a pezzi”. “Con la sua scia di distruzione e dolore, la guerra attacca la dignità umana a breve e a lungo termine”, spiega il dicastero guidato dal card. Fernandez: come ripete il Papa, “pur riaffermando il diritto inalienabile alla legittima difesa, nonché la responsabilità di proteggere coloro la cui esistenza è minacciata, dobbiamo ammettere che la guerra è sempre una sconfitta dell’umanità. Nessuna guerra vale le lacrime di una madre che ha visto suo figlio mutilato o morto; nessuna guerra vale la perdita della vita, fosse anche di una sola persona umana, essere sacro, creato a immagine e somiglianza del creatore; nessuna guerra vale l’avvelenamento della nostra Casa comune; e nessuna guerra vale la disperazione di quanti sono costretti a lasciare la loro patria e vengono privati, da un momento all’altro, della loro casa e di tutti i legami familiari, amicali, sociali e culturali che sono stati costruiti, a volte attraverso generazioni”. Di conseguenza, “anche oggi la Chiesa non può che fare sue le parole dei Pontefici, ripetendo con san Paolo VI: ‘jamais plus la guerre, jamais plus la guerre!’, e chiedendo, insieme a san Giovanni Paolo II, ‘a tutti nel nome di Dio e nel nome dell’uomo: Non uccidete! Non preparate agli uomini distruzioni e sterminio! Pensate ai vostri fratelli che soffrono fame e miseria! Rispettate la dignità e la libertà di ciascuno!’. Proprio nel nostro tempo questo è il grido della Chiesa e di tutta l’umanità”. Con Papa Francesco, il Dicastero infine afferma che “non possiamo più pensare alla guerra come soluzione. Davanti a tale realtà, oggi è molto difficile sostenere i criteri razionali maturati in altri secoli per parlare di una possibile ‘guerra giusta’. Mai più la guerra!’”. “Poiché l’umanità ricade spesso negli stessi errori del passato, “per costruire la pace è necessario uscire dalla logica della legittimità della guerra”, la proposta, insieme all’affermazione che “l’intima relazione tra fede e dignità umana rende contradittorio che la guerra sia fondata su convinzioni religiose: coloro che invocano il nome di Dio per giustificare il terrorismo, la violenza e la guerra non seguono la via di Dio: la guerra in nome della religione è una guerra contro la religione stessa”.

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